È più facile disfarsi dei vizi che delle vanità diceva un esperto del ramo, Giacomo Casanova. Così la quarantena ha finito per rappresentare per molti una prova di resistenza: il mio regno per un capello tinto, e magari anche una manicure. E no, non c’è niente da ridere: la malattia colpisce indistintamente uomini e donne (certo, queste ultime più soggette alla pressione sociale sul tema). Ma se a vent’anni si può superare brillantemente l’impasse con la freschezza e un bel sorriso, a 50 diventa decisamente più arduo trovare consapevolezza e fiducia in se stessi senza aver fatto la tinta e con la ricrescita bianca. E nessuno si senta in diritto di giudicare: l’accettazione dei propri limiti non è cosa alla portata di tutti. Perciò, se come me non fate parte degli happy few che se ne fregano e vivono ugualmente felici, che c’è di male? L’unico limite, purtroppo, è il portafoglio, ma ognuno, alla fine, fa i conti con le sue priorità (e con le sue mani bucate).
Diciamoci la verità: dopo l’ennesimo Dpcm, mentre ancora Conte stava parlando dal vostro televisore in cucina, che cosa avete subito pensato? Non avete per caso preso in mano il telefono e digitato il numero del parrucchiere? Io – ammetto – l’ho fatto. Per scoprire di essere arrivata buona ultima: niente posto fino alla prossima settimana. C’era chi era stato più previdente di me e mi aveva preceduta chiamando giorni prima, sulla fiducia. Accidenti. Stessa cosa per l’estetista: ceretta e pedicure (perché adesso si va in spiaggia e si iniziano a indossare i sandali) li potrò fare solo il 28 maggio, ma pazienza, almeno all’orizzonte c’è una data, e fino ad allora, vai con le sneaker. Mi è andata meglio per fortuna con lo smalto semipermanente: adesso finalmente le mie mani hanno un aspetto pulito e ordinato, come si confà a una signora della mia età.
Anche la massoterapista che mi cura il mal di schiena ha dovuto aspettare, perché si trova in un’altra provincia: dopodomani, però, potrò finalmente tornare a farmi massacrare con gioia dalle sue abili mani. E magari questo mi permetterà di salire sulla bicicletta per andare al lavoro senza inquinare le nostre strade. Nell’attesa, dotata di mascherina e disinfettante, mi sono concessa un trattamento di riflessologia plantare. Confesso invece di non essere stata molto coscienziosa con l’attività fisica durante questo periodo: la pigrizia ha preso il sopravvento. Mi sono iscritta a un po’ di gruppi online e ho seguito diverse lezioni virtuali, dallo yoga della mia amica Silvia alla preparazione alla danza di mia cugina Sara, ma – lo ammetto –, pure se dotata di roller e tappetino, ho svolto solo la parte teorica. Però adesso il mio istruttore ha allestito la sua palestra all’aperto, così ho ripreso ad allenarmi su un prato (consiglio: se lo fate, portate un telo grande su cui stendervi, o non vi salverete da erba e rametti). In questi giorni ho anche provato a prenotare la visita periodica con lo specialista al Sant’Orsola, e con particolare orgoglio perché durante il lockdown ho perso 4 chili, ma – visto che non è urgente – dovrò aspettare ancora un po’ per potermi vantare con lui. Pazienza. Per premiarmi, però, mi sono fatta un regalo: fase nuova, pelle nuova, ho pensato. Così ho prenotato uno scrub corpo, ma potrò farlo solo fra sette giorni. A pensarci bene, le prossime due settimane saranno un vero e proprio tour de force… mi chiedo chi me lo faccia fare. Non stavo meglio a crogiolarmi in quarantena, pigiamone, calzettoni e zero impegni? Nel frattempo lo stipendio è finito, sarà meglio che chiami la banca per sospendere il mutuo. A norma del Dpcm, of course.

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Vera Bessone
About the Author

Riminese classe 1968. Giornalista, femminista, scientista, #grammarnazi. Qui al Corriere Romagna seguo le pagine di Cultura & Spettacoli e il magazine estivo “Extra”.

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