L’informatica verde: così rinasce un computer

C’è chi la chiama “informatica verde” ed è uno dei settori che, in questi anni, sta avendo un vero e proprio boom. Si tratta del sistema che permette, oggi, di poter conciliare il mondo digitale (energivoro e dagli alti costi ambientali di produzione) con la sostenibilità. Si agisce su diversi aspetti, tutti complementari tra loro: la progettazione, la fabbricazione, lo smaltimento e il suo utilizzo. Queste ultime due fasi sono quelle più di diretta scelta del consumatore. E una delle chiavi più semplici e immediate che possono portare a una riconversione green è quella della rigenerazione, che permette di dare nuova vita a un prodotto che, invece, sarebbe stato destinato allo smaltimento.

«Viene sottoposto a uno scrupoloso processo di ricondizionamento, che prevede il ripristino, l’aggiornamento e l’igienizzazione – spiega Andrea Ravaglia, della sammarinese DataTrade, che da fine anni Ottanta ha avviato un percorso sull’informatica sostenibile – Tutte le componenti hardware sono conformi ai più alti standard di qualità, comprese le batterie, ogni prodotto viene poi accuratamente testato da tecnici certificati. Grazie a questi interventi e alla presenza degli accessori, inclusi in ogni confezione, ogni computer risulterà molto simile al nuovo, ma a un prezzo contenuto rispetto a quello di listino».

Vale per i computer ma anche per gli smartphone: ogni ricondizionamento ha il suo grado. I tecnici, prosegue l’esperto, «sottopongono i prodotti a test approfonditi, verificando le condizioni dell’hardware ed intervenendo in caso di componenti non conformi. Ogni macchina viene formattata e ripulita, assicurando al nuovo proprietario un’esperienza del tutto analoga a quella che avrebbe con un computer appena uscito dalla linea di produzione. Viene poi assegnato un ‘Grado’, che serve per determinare la condizione estetica di un ricondizionato: un Grado A risulterà in ottimo stato, con minimi o assenti segni di usura, mentre un Grado B o C presenterà segni di usura più evidenti – prosegue – Il Grado di un ricondizionato viene sempre riportato sulla scheda del prodotto e riguarda esclusivamente l’aspetto esteriore, non ci sono differenze tecniche o di qualità delle componenti tra un Grado A ed un C». Poi, c’è il Grado D: è funzionale al 100% ma può avere tracce di uso o segni evidenti di piccoli urti. Solitamente non ha imballaggio. L’azienda sammarinese ha avviato un’esperienza di ricondizionamento legata alla riforestazione del mondo. Infatti, ha lanciato l’iniziativa “Un ricondizionato = un albero”. Ogni prodotto acquistato on line porterà a una nuova pianta. E da San Marino si va in America Latina: il rinverdimento sarà fatto in Guatemala e Perù e compenserà la CO2 prodotta. Come si può fare, invece, per avere un computer con risparmio energetico? Ogni computer, oggi, «è progettato per l’efficienza energetica, grazie a funzioni come la compressione della memoria e App Nap (per Apple), che consentono una velocità e un risparmio di energia ottimali – aggiunge l’esperto – Per ottimizzare ulteriormente il risparmio energetico sono consigliabili alcuni accorgimenti, come mettere in stop il dispositivo. Quando è in stato di stop, il computer è ancora acceso, ma consuma molta meno energia. Uscire dallo stato di stop inoltre impiega meno tempo che riaccendere il dispositivo una volta spento. È consigliabile anche disattivare Bluetooth e Wi-Fi se non se ne ha bisogno, perché consumano energia anche quando non utilizzate».

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