L’infezione da Hpv, 700mila giovani a rischio

L’infezione da papillomavirus, l’Hpv, è una di quelle che più frequentemente vengono trasmesse con i rapporti sessuali. Un vaccino c’è, ma la copertura è ancora troppo bassa. In totale, a rischio di contrarre l’infezione, ci sono 700mila tra ragazzi e ragazze e il Ministero della Salute presentando i dati del 2020, li ha messi in guardia. Le giovani nate nel 2007 immunizzate sono solo il 58% e i giovani del 2008 arrivano al 46%. Vaccinarsi può porre un freno ai casi di cancro riconducibili proprio all’infezione: che ogni anno in Italia sono circa 6.500: 2.365 alla cervice uterina, 1.900 all’orofaringe, 1.200 alla vulva, 500 al pene, 300 all’anno e 200 alla vagina. La pandemia di Covid-19 ha determinato ritardi proprio nei programmi vaccinali: per questa ragione ha preso il via la nuova campagna di sensibilizzazione “Hei prenotato, vero?” per aumentare la consapevolezza sulla possibilità che ogni genitore ha, informandosi correttamente, di proteggere i propri figli adolescenti da patologie pericolose come i tumori legati proprio a questo virus. Al centro c’è un portale,haiprenotatovero.it, che fornisce informazioni sull’infezione e le possibilità di poter fare prevenzione, oltre che la possibilità di vedere le mappe con le offerte vaccinali anti Hpv. In Emilia-Romagna la vaccinazione è offerta nei centri vaccinali delle Ausl: è gratis per ragazzi e ragazze di 11 anni, per quelli fino a 18 anni, per quelle fino a 26 (nati dal 2006) che hanno acquisito il diritto. È gratuita anche per le donne di 25 anni in occasione della prima chiamata per lo screening del tumore del collo dell’utero e chi ha subito trattamenti per lesioni legate all’Hpv (entro i 12 mesi dal trattamento e resta gratuita fino a 65 anni). Ha un prezzo agevolato per le donne che abbiano certificato un ciclo competo con il vaccino anti-Hpv bivalente o quadrivalente e che vogliono essere rivaccinate.

“L’infezione da Papillomavirus (Hpv) è la più frequente infezione sessualmente trasmessa– diceGiancarlo Icardi, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Università degli Studi di Genova, già coordinatore del Gruppo vaccini e politiche vaccinali della Siti, la Società italiana di igiene e medicina preventiva -Si stima che 4 persone su 5 siano infettate dal virus nel corso della vita, sia uomini sia donne e l’assenza di sintomi ne favorisce la diffusione. In circa l’80% dei casi, l’infezione da Hpv decorre in maniera asintomatica, perché l’organismo ha la capacità di eliminare il virus. In altri casi, il sistema immunitario non riesce a sconfiggerlo, con conseguenze gravi come il cancro. Generalmente, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa 5 anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni. Abbiamo a disposizione un’arma molto potente: la vaccinazione è in grado di prevenirefino a quasi il 90% di tutti i tumori Hpv-correlati in uomini e donne”.

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