L’Inferno di Massimo Missiroli è… pop-up

FORLI’. Parlare di pop-up fa venire in mente le graziose cartoline natalizie vittoriane, con paffuti Babbo Natale o casette ammantate di neve che aprendo la piega del biglietto diventano… veri! O almeno, tridimensionali. Questa magia la sta realizzando oggi nell’impegnativa sfida con le illustrazioni dell’Inferno dantesco di Gustave Doré, Massimo Missiroli, forlivese, attivo da quasi trent’anni nel paper engineering («ci sono più astronauti che paper engineer: noi siamo solo una cinquantina nel mondo!» scherza…), unico italiano a essere stato invitato a tenere una conference, il 27 giugno prossimo, per The Movable Book Society.
Dopo aver ricevuto nel 2004 la nomination al “premio Oscar” dei libri tridimensionali, il “Meggendorfer Award”, e numerosi altri riconoscimenti fra cui il “Premio Andersen” dalla omonima rivista, Missiroli infatti sta preparando insieme all’italianista Paolo Rambelli un’edizione sorprendente della cantica più popolare e drammatica.
«Facevo il bancario – ricorda Missiroli – ma dai primi anni 90, quando iniziai a occuparmi di pop-up, grazie al part-time cominciai a impiegare le mie competenze anche nell’insegnamento, con centinaia di corsi a classi e docenti per mostrare loro una creazione un po’ di nicchia, ma di grande valenza culturale».
Il pop-up in effetti non ha una storia italiana alle spalle.
«Quando iniziai, in Italia ero il solo cartotecnico (ora siamo due…), autodidatta come tutti i paper engineer, anche se oggi esistono tanti tutorial, inoltre posseggo una collezione di oltre 5mila volumi, una delle più grandi al mondo. Allo stesso tempo spesso neanche le case editrici possono mettere a disposizione tutti i tipi di competenze che un pop-up richiede, e i costi fanno sì che si stampi all’estero, Usa, Gran Bretagna e ora in Cina, e che, semmai, si compri la coedizione con traduzione italiana… Ma David A. Carter dice che importante è guardare le cose e imparare a sviluppare un personale modo di rappresentare la tridimensionalità di quelle cose. Fare le pieghe in sé è veloce, conosciute le tecniche: ma vedere un paesaggio, un oggetto scomposto in piani è qualcosa che non tutti riescono a fare».
Di qui anche l’importanza del suo lavoro di insegnante.
«Per i bambini ho sviluppato la modalità “Una casetta nel bosco”, facendo eseguire le costruzioni cartotecniche di base e insegnando ad applicare lo stesso oggetto a volumi diversi. In questo modo si superano resistenze e timidezze: una casetta sanno disegnarla tutti e poi… ti fa entrare in un mondo di fiabe!».
Il mondo del pop-up…
«Che è nato nell’Ottocento ed è rimasto simile a se stesso fino agli anni Settanta: libri con poche parole, “libri-gioco” che accompagnano il bambino nella lettura facendolo divertire e spingendolo a immaginare grazie al tocco particolare che permette di “vedere” la terza dimensione».
E oggi la “Divina Commedia” per la cui pubblicazione avete anche lanciato un crowdfunding.
«Sì, ma confesso che questa è più una mia voglia di pensionato, e sono pronto anche ad autofinanziarla! L’idea era nata già nel 1992, quando avevo bisogno di fare pratica e scelsi proprio l’Inferno illustrato da Dorè. L’editore Abrams mi chiese l’opera, ma poi ci ripensò, e il libro restò per trent’anni nel cassetto. L’anno scorso, alla mostra ad Arte al Monte di Forlì esposi anche quel progetto… e fu la folgorazione! Tanti mi chiesero informazioni, Paolo Rambelli, entusiasta, si offrì per il commento: e ora siamo in dirittura d’arrivo per i settecento anni dalla morte di Dante nel 2021, con una stampa a tiratura limitata realizzata da uno stampatore cinese, che ci ha seguiti passo passo in questa operazione del tutto fuori mercato».
In realtà però ci sarà qualcosa in più di un pop-up.
«Sì: la libertà creativa dovuta al non avere un editore ci ha resi molto autonomi: così ho chiesto al compositore Marco Sabiu di realizzare anche una colonna sonora, che verrà trasmessa sullo smartphone selezionando codici di realtà aumentata, e con la stessa tecnica si attiveranno brani di film dell’inizio del Novecento che avevano utilizzato immagini di Dorè per le scene. Inoltre ci saranno le cartine del viaggio di Dante, i testi di commento di Rambelli… un vero prodotto culturale a tante dimensioni, proprio come il pop up».
Sotto il segno di Doré.
«Che, anche lui, dovette stampare a proprie spese la prima edizione dell’Inferno: troppo innovativo, non trovava editori, salvo poi diventare a sua volta un classico… 160 anni dopo succede la stessa cosa: speriamo che questa somiglianza ci porti fortuna!».

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