L’Inferno di Dante raccontato ai bambini

Dante? A volte può essere mostruoso, infernale, ma anche divertente. Specie quando si racconta ai bambini che, sebbene non si trovino ancora nel mezzo del cammin della loro vita, possono comunque ritrovarsi in una selva oscura popolata di raccapriccianti, spaventosi, buffi mostri. Brutti, certo, ma da sempre così importanti da popolare i racconti di ogni cultura e di ogni tempo e da ricoprire un ruolo di rilievo anche nella più grande opera letteraria italiana: la Divina Commedia.

Nel settecentesimo anniversario della morte del sommo poeta però, non è più tempo di voltare loro le spalle, anzi, è arrivato il momento di conoscerli e –‒ perché no? – giocarci un po’ e imparare a fronteggiarli. A incoraggiare i piccoli lettori ci hanno pensato un esperto di Dante e due inguaribili creativi: gli autori Laura Vaioli, Mirko Volpi e Giacomo Guccinelli. Hanno unito le forze per creare un libro un po’ pazzo, ma anche documentato. Colorato e pieno di attività, I mostri di Dante (Salani editore) presenta diciassette personaggi mostruosi dell’Inferno legati ad altrettante minacce e, attraverso racconti, fumetti e giochi, stimola i ragazzi ad affrontarli con arguzia ma anche, come spiega Laura Vaioli, autrice dei testi, nonché dei giochi, «con leggerezza e ironia».

Vaioli, in che modo Dante può essere raccontato oggi ai bambini?

«Con fantasia e creatività. Il libro è un focus sui mostri presenti nell’Inferno della Divina Commedia. Non ci siamo immaginati di raccontare tutto Dante, il Medioevo o tutte e tre le cantiche, ma solo i mostri, così da affascinare e incantare i bambini e fare sì che rimanesse in loro la voglia, crescendo, di andarli a ricercare. Il libro è un’operazione di divulgazione al cento per cento, però con un controllo e un’attenzione filologica al testo: sulla parte dantesca, sotto la supervisione di Mirko Volpi, siamo stati molto attenti a non inventare niente di più».

Fedeli a Dante e divertenti: qual è la forza del libro?

«Abbiamo aggiunto molta creatività là dove abbiamo intervistato i mostri per renderli più vicini ai difetti di noi essere umani e per far vedere che mostri lo siamo un po’ anche noi: assillanti come arpie, a volte irruenti come il Minotauro e qualche volta manipolatori come Gerione. Diciamo che il processo di avvicinamento a queste figure è più contemporaneo e abbiamo aggiunto del nostro, soprattutto nelle pagine dedicate all’attività più ludica».

Quali in particolare?

«È stata inserita un “divina attività” in ogni mostro che invita i bambini a fare attività creative. Nel capitolo su Cerbero, per esempio, i piccoli lettori possono inventare panini mostruosi utilizzando come ingredienti le cose più disgustose della vita, e alcuni di loro l’hanno già farcito con il Covid. Bellissime anche le due pagine di coloring book illustrate da Giacomo Guccinelli».

Dunque un libro da colorare.

«Sì. I disegni sono accattivanti, esasperano le caratteristiche del mostro».

Ma ai bambini i mostri danteschi piacciono?

«Molto. Il libro sta contagiando intere classi. Ci sono maestre che lo stanno consigliando ma sono soprattutto i piccoli a chiederlo».

Che forza ha oggi Dante?

«Direi che conta più del Grande fratello, visto che in una sola giornata ci hanno richiesto più di venti interviste (ride, ndr)».

E secondo lei qual è il peggior mostro oggi?

«Uno non previsto da Dante: la superficialità».

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