L’indagine di Goletta Verde: ecco i corsi d’acqua più inquinati della Romagna

I volontari e le volontarie di Goletta Verde hanno campionato 11 punti nella costa romagnola, tra il 19 e il 20 luglio, di cui 7 foci e 4 punti in spiaggia. 2 i campioni risultati oltre i limiti di legge ed entrambi sono foci di fiumi: la foce del canale Ferrari in località Punta Marina a Ravenna e la foce del Marano a Riccione.

I monitoraggi lungo le coste che Goletta Verde effettua da anni non vogliono sostituire i dati ufficiali, ma vanno ad integrare il lavoro svolto dalle autorità competenti. I dati di Arpa sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo. Le analisi di Goletta Verde hanno invece un altro obiettivo: andare ad individuare le criticità dovute ad una cattiva depurazione dei reflui in specifici punti, come foci, canali e corsi d’acqua che sono il principale veicolo con cui l’inquinamento generato da insufficiente depurazione arriva in mare. 

Le analisi sono state eseguite da laboratori individuati sul territorio. Si ringrazia il laboratorio Tentamus Agriparadigma per la disponibilità e collaborazione. La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto da scarsa o assente depurazione.

I punti oltre i limiti di legge

Degli 11 punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde 2 sono risultati inquinati. La foce del canale Ferrari in località Punta Marina a Ravenna è un nuovo punto che i volontari e le volontarie di Goletta Verde hanno campionato quest’anno, individuato grazie alle segnalazioni dei circoli di Legambiente del territorio e del regionale Legambiente Emilia Romagna, ed è risultato oltre i limiti di legge. Anche la foce del Marano a Riccione è risultata fortemente inquinata, dato che non stupisce visto che dal 2010 è risultato entro i limiti di legge solo una volta. 

“La situazione delle acque nella nostra regione a livello generale può dirsi soddisfacente – dichiara Paola Fagioli, Direttrice Legambiente Emilia Romagna, ma non dobbiamo abbassare la guardia: la foce del Marano a Riccione risulta, dallo storico dei nostri campionamenti, fortemente inquinata da 10 anni. Questo significa che nulla è stato fatto per migliorare la depurazione, e che persistono le criticità alle foci dei fiumi. Ad aggravare la situazione c’è da evidenziare che questa foce si trova al centro di una spiaggia frequentata dai bagnanti. Per questo segnaleremo, ancora una volta, le criticità riscontrate da Goletta Verde alle autorità preposte per avviare delle indagini serie per capire l’origine di questo inquinamento e garantire un miglioramento della depurazione, tutelando la salute dei cittadini e delle cittadine”.

Tutti i dati nel dettaglio

Dei 5 punti campionati in provincia di Ravenna solo uno è risultato inquinato, ed è la foce del canale Ferrari in località Punta Marina. Gli altri 4 punti, la foce dei fiumi Uniti in località Lido Adriano a Ravenna, la foce del fiume Savio in località Lido di Savio a Cervia, la spiaggia a nord del canale di destra del Reno e la spiaggia a nord della foce del fiume Lamone in località Casal Borsetti a Ravenna, risultano entro i limiti di legge.

L’unico punto campionato in provincia di Forlì – Cesena, la foce del fiume Rubicone in località Gatteo a Mare a Gatteo, è risultato entro i limiti di legge. 

A Rimini sono 4 i punti campionati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, 3 dei quali risultano entro i limiti di legge: la foce del torrente Ventena a Cattolica, la spiaggia a sud della foce del fiume Uso in località Igea Marina al confine tra Bellaria e Igea Marina e la spiaggia a sud del fiume Marecchia in località San Giuliano Mare a Rimini. Unico punto risultato fortemente inquinato, come da quasi 10 anni, è la foce del torrente Marano a Riccione.

L’informazione sulla qualità delle acque

Il cartello di divieto di balneazione è stato notato in tutte le foci campionate tranne alla foce del fiume Uniti in località Lido Adriano a Ravenna. Mentre solo alla foce del Rubicone è stata notata anche cartellonistica con informazioni sulla qualità delle acque, obbligatoria da diversi anni.

“L’obiettivo di Goletta Verde è proprio quello di andare a scovare le criticità della mancata depurazione. Non potremo fare questo lavoro senza l’indispensabile aiuto di centinaia di volontari e volontarie in tutta Italia – dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde.  Sull’efficientamento dei sistemi di depurazione il nostro Paese registra un ritardo cronico dal momento che ben 1 italiano su 4 non è servito da un sistema di depurazione efficiente. Non dimentichiamo che l’Italia deve fare i conti con le quattro procedure di infrazione europee  per non esserci adeguati alla direttiva comunitaria sui reflui, due delle quali si sono trasformate in multe che stiamo già pagando. É davvero arrivato il momento di correre ai ripari, pianificando e programmando importanti investimenti per costruire nuovi depuratori, efficientare quelli già esistenti e contrastare in maniera sempre più decisa le illegalità” 

Anche quest’anno il Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo dal 1984 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale: lo scorso anno in Emilia Romagna il Consorzio ha recuperato 14.119 tonnellate di questo rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente, 1.337 t in particolare nella provincia di Ravenna. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché grazie alla filiera del Consorzio, può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 98,8% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti. Un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La salvaguardia dell’ambiente è la mission del Consorzio, modello europeo di Economia Circolare. In oltre 37 anni di attività, sono state raccolte più di 6 milioni di tonnellate di olio minerale usato, evitando la sua dispersione nel suolo e nelle acque” ha commentato Alessia Merlo, Responsabile CONOU Coordinamento Area Nord Est. “L’olio raccolto è stato rigenerato per il 98% e riportato a nuova vita per il consumo in Italia. Il nostro Paese, grazie all’impegno costante del CONOU sul territorio nazionale, risparmia ogni anno 34 milioni di mc di acqua, 78.000 ton di CO2 in atmosfera, consumo di suolo oltre alle importazioni di prodotti petroliferi”.

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