L’incontro, la dinamica e le “regole”

Ci sono molti film, libri e serie – specialmente del passato – che rappresentano l’amore come una forza travolgente che supera qualsiasi differenza razziale o di classe sociale. Ed ecco allora il manager che sposa la segretaria, l’attrice di successo che si mette con il commesso di libreria, l’artista affermato che si innamora della cameriera… Nella realtà questi accoppiamenti non avvengono quasi mai, statisticamente parlando. La regola è quella dell’ “assortative mating” o omogamia: ci mettiamo con persone simili a noi rispetto al livello di istruzione e di reddito.
L’istruzione e la posizione sociale danno forma ai nostri gusti, ai nostri interessi e alle nostre amicizie. Ovviamente, su questi aspetti giocano molto anche i soldi: i nostri, ma specialmente quelli dei nostri genitori.
Detta in modo poco romantico, due trentenni che si innamorano non si sono incontrati per caso. I rispettivi amici, il lavoro che fanno, i libri che leggono (o non leggono) e persino il loro peso corporeo sono fortemente condizionati dai loro studi precedenti (che a loro volta sono “decisi” dal tipo di genitori che hanno avuto).
La cosa triste è che forse avremmo amato molto di più qualcun altro che però, non avendo avuto gli stessi privilegi del nostro attuale marito/moglie, non abbiamo mai incontrato in una biblioteca.
La cosa rassicurante però è che non lo sapremo mai. La stratificazione sociale ci impedirà di incontrare il nostro mancato-amore-della-vita e se mai lo incontrassimo non lo riconosceremmo visto che sarebbe strutturalmente diverso da noi: non amerebbe gli stessi film, non avrebbe letto nessuno dei nostri libri preferiti, non parlerebbe come noi. Ci sono “forze strutturali” (educazione, reddito e quindi valori, interessi, stili di vita, amici…) che “segregano” le persone in differenti compartimenti, ed è difficile attraversarli.
Un aspetto positivo della Romagna è che essa è piuttosto “democratica” e permette incontri tra persone molto diverse, cosa assai rara in altri contesti. Sarà la spiaggia, dove andiamo tutti: ricchi e poveri, super-lavoratori e disoccupati, saranno altri fattori, come una certa configurazione urbana dei centri storici, che invogliano alla chiacchiera e all’incontro, ma in Romagna ci si incontra, si discute e talvolta ci si innamora con relativa facilità anche tra persone socialmente differenti. La Romagna rompe allegramente le leggi sociologiche. Non smettiamo però di leggere i libri, così avremo più cose da dirci.
*Professore di Sociologia
della salute, Campus Romagna, Università di Bologna

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