L’importanza dei big data online nell’analisi dei competitor

Gli imprenditori sanno bene che anche l’attività più innovativa non è mai sola nel mercato. La verità è che, per quanto un’azienda offra prodotti o servizi considerati unici nel loro genere, deve fare comunque i conti con dei concorrenti.

Poco importa che si tratti di una ditta ultra-specializzata, o di una start-up con poche settimane di vita alle spalle: le possibilità che la realtà in questione non abbia alcun tipo di competitor sono prossime allo zero.

La presenza di uno o più rivali sul mercato finisce giocoforza per influenzare le decisioni aziendali da tanti punti di vista diversi: si pensi, ad esempio, alle scelte di marketing, ma anche a quelle produttive, a quelle di comunicazione e via dicendo.

Non sorprende, dunque, che sempre più imprenditori si rivolgano a ditte specializzate proprio per ottenere il maggior numero possibile di informazioni circa i propri competitors.

Questo studio, sempre più spesso, viene effettuato ricorrendo a modalità operative particolarmente innovative: ad esempio, l’analisi della concorrenza di CMI, agenzia italiana nata per indagare sul web per conto delle aziende, viene effettuata ricorrendo ai cosiddetti big data

Che cosa sono i big data

Arrivati a questo punto la domanda è più che lecita: che cosa sono i big data? Ebbene, in italiano il termine è traducibile con la parola “megadati” e viene di solito utilizzato per fare riferimento ad enormi quantità di informazioni (o dati) nel senso più ampio e generale possibile. Ricorrere ai big data significa dunque ottenere il maggior numero possibile di informazioni in merito all’argomento che più si ha a cuore: nel nostro caso, l’analisi della concorrenza.

CMI, ovvero Central Marketing Intelligence, è un punto di riferimento nella raccolta di big data grazie ad un processo unico nel suo genere che suddivide tutti questi dati in tre principali macro-categorie. Si comincia con i dati ASK, ovvero quelli legati al target dell’azienda richiedente il servizio.

Dopodiché si passa ai dati TALK, una raccolta di tutto ciò che viene “detto” dai potenziali clienti su internet (questo vuol dire social, blog, forum ecc.). Infine, i dati OBSERVE, che vanno ancora più in profondità e forniscono ulteriori informazioni circa l’attività del proprio target: dai siti che aprono maggiormente alle riviste online che leggono, passando per eventuali prodotti acquistati e tanto altro ancora. 

Big data e analisi della concorrenza

Come è facile immaginare, la raccolta di big data si presta particolarmente bene ad un’analisi della concorrenza. Questo tipo di informazioni permette infatti di conoscere l’attività dei propri competitors praticamente a 360°. Un’analisi di questo tipo può portare ad esempio di analizzare il traffico dei siti web della concorrenza, ma anche esaminare le sue vendite e addirittura di tenere conto di ogni tipo di commento e/o menzione online che la riguardi. Una sorta di “radiografia virtuale” dei competitor.

Ma non è tutto: è anche possibile conoscere quali sono le parole chiave più utilizzate nelle attività di comunicazione, così come è possibile entrare nel cuore di attività social e strategie pubblicitarie. Questo tipo di studio è particolarmente utile per il cliente, perché mette a nudo sia i punti di forza che le debolezze dei suoi competitors. Con questo tipo di dati sarà dunque possibile sia individuare quegli aspetti su cui è importante crescere, sia annotare eventuali “contro” da tenere bene a mente per non cadere in errori simili.

Il risultato finale sarà quindi un posizionamento più consapevole e più completo della propria attività all’interno del mercato, oltre che tutta una serie di indicazioni utili per continuare a crescere giorno dopo giorno superando i propri concorrenti. 

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