L’export vola in Romagna trainato dal distretto dal legno

Mobili imbottiti di Forlì miglior distretto del legno arredo d’Italia, con una crescita dell’export nella prima metà del 2021 di +69,4%, grazie al traino dei mercati francese e cinese. E’ il dato più eclatante dell’aumento delle esportazioni delle produzioni romagnole che registrano ottime performance sia nel settore ortofrutticolo che in quello delle macchine per il legno, passando dal settore calzaturiero dove la ripresa non permette però di raggiungere ancora gli stessi livelli del 2019.

Dal monitor dei distretti industriali dell’Emilia-Romagna, a cura della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, emerge un quadro nettamente positivo in tutta la regione: 18 distretti su 20 hanno chiuso il primo semestre 2021 in crescita rispetto al primo semestre dello scorso anno, 14 dei quali hanno superato i livelli di export del periodo gennaio-giugno 2019.

«Risultati record per le tecnologie Scm, con un +38% di fatturato rispetto al primo semestre dell’anno precedente» commenta Luigi De Vito, direttore della Divisione legno Scm, che conferma la crescita dell’export del settore macchine per il legno di Rimini (+44,8%), crescita in Romagna seconda solo a quella del settore sistema casa, che a livello regionale registra un +28,4% ma a Forlì arriva a +69,4%. Un dato che ha permesso alla Gamma Arredamenti di fare assunzioni, pur rimanendo con i piedi per terra rispetto al futuro. La crescita, ammette l’amministratore delegato Ghetti, è dovuta anche alla spinta al mercato dagli incentivi statali e al fatto che con le restrizioni in casa per la pandemia «i soldi non spesi siano stati investiti anche per rinnovare arredamento vecchio».

Il settore agro alimentare in regione cresce del 10,5% rispetto al primo semestre 2020 ma l’ortofrutta romagnola arriva al +18,3%. Merito anche delle esportazioni di kiwi in Cina dove, conferma il presidente di Cia Romagna Danilo Miserocchi «il fabbisogno interno non viene coperto ed il nostro è un prodotto di grandissima qualità».

Ma, secondo la Cia «a fronte di buoni numeri sull’export, «la produzione rimane limitata».

Anche nel sistema moda, secondo la ricerca di Intesa Sanpaolo, si osserva una crescita nell’export complessivo dei distretti (+28,4%), non sufficiente però a recuperare i livelli del 2019 (-16,4%). Positivo l’andamento dell’abbigliamento di Rimini (+6,6% sul 2020 e -34,3% sul 2019) e delle calzature di San Mauro Pascoli (+32,5% sul 2020 e -27,2% sul 2019). La ripresa è lenta, sostiene Federmoda di Forlì-Cesena, visto che se rispetto al 2020 la crescita c’è stata «siamo ancora indietro sul 2019».

«L’Emilia-Romagna registra una ripresa importante, addirittura sopra le aspettative, nel già confortante quadro della ripartenza dell’economica nazionale. La sfida, ora, è far sì che tale ripresa si consolidi nel tempo e sia diffusa» sottolinea Cristina Balbo, direttrice regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo. Il primo semestre 2021 si chiude infatti con dati positivi per l’export dei distretti regionali, con un +23,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un trend, quello dei valori esportati, tanto più significativo poiché in crescita anche rispetto al primo semestre 2019 (+4,9%).

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