L’ex sindaco Conti ricorda la cittadinanza di Cesena a Gino Strada

Non un atto formale, ma un gesto sentito dalla città. Così Giordano Conti ricorda l’atto con cui a febbraio 2006 la città di Cesena, di cui allora era sindaco, conferì al fondatore di Emergency. La cerimonia di consegna ufficiale venne celebrata il 24 febbraio del 2006 ma la proposta venne approvata un paio di settimane prima con il voto unanime del Consiglio comunale.

«Emergency era già una realtà importante a Cesena – ricorda l’ex sindaco Giordano Conti –, in città i volontari erano tanti e molto attivi e anche da questa forte presenza nacque la proposta di riconoscere a Gino Strada la cittadinanza onoraria, che fu il frutto di un accordo tra tutte le forze politiche».

«Fu un’occasione importante per la città e anche per me a livello personale – racconta Conti -. Ammiravo molto Strada e il suo lavoro, ci incontrammo nel mio ufficio e gli raccontai Cesena e il suo associazionismo e lui ne fu molto incuriosito». In quegli anni a Cesena si contavano più di 200 associazioni impegnate nel volontariato, da quello sportivo a quello di assistenza ai malati. Anche a Gino Strada ha cercato di trasmettere quella che riteneva essere un’eccellenza oltre che una particolarità di Cesena, «e lui riconosceva a Cesena questa forza, che era nelle persone».

In quegli anni di particolare vitalità per l’associazionismo, quello della pace era un tema sentito: «Anche dal balcone del Comune sventolava la bandiera della pace, erano anni molto belli, spesso mi capitava di partecipare a iniziative promosse da associazioni, ricordo che in quegli anni venne anche padre Alex Zanotelli. È in questo contesto che è maturata l’idea della cittadinanza».

«Al di là del momento ufficiale la visita mosse tantissime persone, con una partecipazione enorme che andava al di là della norma». A ridosso della cerimonia ci fu qualche tentativo di polemica dalle forze di opposizione, la cronaca di allora del Corriere, riporta che in quella seduta straordinaria del Consiglio Forza Italia fu l’unico gruppo a non applaudire Gino Strada. Contestazioni marginali, che Conti non ricordava neppure.

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