L’ex marito uccide 64enne di Cesena e viene linciato dai compaesani

In 15 giorni è mutato completamente il fronte dell’indagine per l’omicidio di Gabriele Gigli, il cesenate 64enne trovato cadavere all’esterno della sua casa in Brasile, nuova residenza nella quale si era trasferito da due anni lasciando Cesena e la Romagna.

La pista iniziale era quella della rapina finita in delitto. Ora invece gli investigatori cercano un assassino di 39 anni, che ha agito spinto dalla gelosia. Ha trovato la ex moglie in atteggiamenti inequivocabili con il cesenate. Lo ha ucciso colpendolo alla testa ma poi (è quanto stanno cercando di dimostrare polizia ed inquirenti) l’assassino del romagnolo sarebbe a sua volta morto. Linciato dai residenti del paesino sul mare.

A spiegare la prosecuzione delle indagini sono stati in queste ore gli inquirenti, rilasciando delle dichiarazioni ufficiali al quotidiano Agazeta, lo stesso che per primo aveva annunciato al mondo la morte del cesenate avvenuta in Brasile.

Isaac Gagno, equivalente per la zona di Itaùnas di quello che in Italia chiameremmo pubblico ministero, in un video ha raccontato ad Agazeta la svolta nell’inchiesta.

Il 4 dicembre scorso, Gabriele Gigli era stato trovato morto nel cortile di casa, con segni inequivocabili di violenza addosso. Ucciso da una contusione alla testa dopo una colluttazione.

Normalmente celebre solo per la sua tranquillità, Vila De Itaùnas è una destinazione turistica sulla costa di Espìrito Santo. Una località a quanto pare talmente pacifica che sarebbe stata scossa nel profondo dai risvolti di questo omicidio al punto che, come riportato dal Corriere nei giorni scorsi, la cittadinanza si era subito anche attivata per chiedere più controlli anti crimine.

La morte di Gabriele Gigli ha creato parecchio trambusto. Inizialmente la policia civil aveva riferito che il caso era stato registrato come una rapina: quello che sembrava un furto tragicamente culminato con la morte della vittima cesenate. Ma le indagini successive hanno portato negli ultimi giorni a virare sul delitto passionale.

«Le tracce trovate – spiega il Pm Isaac Gagno – indicano un crimine di natura passionale: all’alba di quel giorno, l’autore del delitto era alla finestra della casa di Gigli mentre la sua ex moglie stava trattenendo dei rapporti con la vittima dell’omicidio. La vista della ex assieme all’italiano in intimità ne ha scatenato le ire. Ha affrontato Gigli lo ha ucciso».

Gli inquirenti si sbilanciano anche nell’ipotizzare che il colpo alla testa di Gigli possa essere stato inferto con una sasso o con l’utilizzo di un martello. «Sul posto abbiamo trovato una pietra con tracce tali che lasciano pensare a questa come prima ipotesi. Saranno gli esiti finali dell’autopsia a darci il riscontro».

E l’omicida? Stando a quanto sostengono gli investigatori, potrebbe anche essere morto. Linciato per poi farne sparire il corpo. «Abbiamo emesso un mandato di arresto nei confronti di una persona di 39 anni – spiega Gagno – L’uomo è originario di Itaùnas ma prima di essere arrestato potrebbe anche essere già stato ucciso. Gabriele era una persona molto ben voluta ad Itaùnas. E nel trambusto del post omicidio l’assassino potrebbe essere stato linciato dalla folla». Gli investigatori non si sbilanciano nello spiegare se questa morte sia avvenuta per percosse da parte di una folla. Parlando è “sfuggito” un termine che in portoghese significa ucciso con colpo d’arma da fuoco. «Su alcune chat di whatsapp circolano immagini di questo 39enne e della fine che ha fatto. Ne stiamo verificando la veridicità. Sta di fatto che sebbene molti testimoni sostengano sia morto, per il momento per la polizia è un latitante, se non altro perché il suo corpo non è stato trovato. Per ora su di lui c’è una denuncia di scomparsa e quindi non è possibile avviare una indagine ufficiale per un secondo omicidio. Noi cerchiamo un latitante indagato per il delitto di Gabriele Gigli».

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