RAVENNA. Potranno essere organizzati Cre quest’anno? La domanda sembra aver trovato risposta positiva, il nodo da sciogliere riguarda le regole che dovranno essere adottate. Regole che saranno senza dubbio stringenti, imponendo sacrifici a coloro che vorranno organizzare centri per bambini e ragazzi. Ma almeno i giovani ravennati, dopo mesi di “reclusione” tra le mura domestiche, finalmente potranno sperare di tornare a divertirsi e trascorrere del tempo in compagnia dei coetanei, godendosi la stagione estiva.
Secondo l’assessore comunale Ouidad Bakkali i Cre potrebbero iniziare la loro attività già a inizio giugno, esattamente come negli anni passati, «stiamo solo aspettando il vaglio del comitato tecnico scientifico, da cui scaturiranno poi le linee guida del ministro della famiglia Bonetti. La nostra speranza è che la prossima settimana possa essere quella risolutiva, in tempo per poter poi organizzare i bandi e dare il via a tutte le iniziative».
Stando ai primi orientamenti, la regolamentazione riguarderà sicuramente la sanificazione dei bambini, degli istruttori e dei luoghi nei quali verranno svolti i Cre da un lato, dall’altro l’organizzazione dei gruppi, che dovranno essere rigorosamente ristretti. E se normalmente gli educatori sono all’incirca uno ogni venti bambini, questa estate dovranno essere 1 ogni 5 bambini nell’età dell’infanzia, 1 ogni 7 nell’età delle elementari e 1 ogni 10 nella fascia delle scuole medie.
«Inoltre – aggiunge Bakkali – abbiamo chiesto che vengano fatti ragionamenti anche sul fronte della sostenibilità dei costi e la speranza è che possa essere dato un sostegno economico alle associazioni, per venire incontro a questi maggiori costi».
I gestori
«Noi ci siamo mossi con un mese e mezzo di anticipo – spiega Andrea Zavatta del Cre “Giocando allo sport”, organizzato ogni anno nel centro sportivo di Ponte Nuovo –, creando un gruppo di lavoro che ha portato alla creazione di un documento poi condiviso con Comune e Regione». Il problema per Zavatta, così come per gli altri organizzatori di Cre, è quello dei costi, che quest’anno potrebbero condurre alla non apertura di molti centri estivi. «Per quanto ci riguarda – aggiunge – non vogliamo aumentare le quote delle famiglie, né diminuire gli stipendi degli educatori. Ma ci occorre un sostegno».
Parole a cui si associa Francesca, presidente dell’associazione Tralenuvole, che organizza due Cre dentro la Rocca Brancaleone e uno nel centro sportivo di Marina di Ravenna. «Ci servono certezze – dice – e speriamo la prossima settimana di poter avere le regole e soprattutto risposte sul tema della responsabilità». (A.CIC.)

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1 commento

  1. Follia pura. Con me scuole chiuse da Febbraio, sarebbe un controsenso assoluto .
    Voglio che qualcuno venga da me a mettere la mano sul fuoco che i bambini staranno a un metro di distanza senza mai avvicinarsi: impossibile.

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