L’attrice riminese Linda Gennari al Bonci di Cesena: l’intervista

Da questa sera al 20 marzo al teatro Bonci di Cesena approda Grounded, il testo del drammaturgo americano George Brant, tradotto in tredici lingue e presentato in diciannove paesi, che ha scosso il mondo raccontando l’atrocità della guerra con i droni: dopo il debutto nel 2013 al festival di Edimburgo, le 150 produzioni internazionali e la messa in scena al Public Theatre di New York, con protagonista Anne Hathaway, la prima versione italiana, a cura di Monica Capuani, è prodotta dal Teatro Nazionale di Genova e diretta da Davide Livermore. Al centro della potente macchina scenica ideata dal regista, l’attrice riminese Linda Gennari, in una performance di impressionante tensione. Nelle mani di Livermore Grounded diventa un’esperienza immersiva, un volo dal cielo ai meandri più dolorosi dell’animo umano.

Gennari, come è nato questo spettacolo?

«Ha avuto una lunga gestazione – racconta l’attrice –. Nel 2019, durante la messinscena di Elena al Teatro Greco di Siracusa, Davide Livermore mi chiese se avevo un monologo e da lì mi sono messa alla ricerca trovando questa storia bellissima scritta da George Brant nella traduzione di Monica Capuani, una drammaturgia dal ritmo serrato. Poi in pieno lockdown lo abbiamo montato a porte chiuse presentandolo solo agli operatori e dopo il debutto nell’aprile 2021 a Genova, ora finalmente comincia a girare. Dopo Cesena andremo a Napoli poi a Catania e vogliamo riprenderlo anche nella prossima stagione».

Di cosa parla?

«Grounded pone al centro della scena una pilota dell’aviazione degli Stati Uniti: la protagonista della storia è una davvero tosta. Una sera un uomo entra nella sua vita e da quella unione lei rimane incinta. Dovrà smettere di volare, di stare in quel cielo blu che adora. È richiamata a quella che definisce “poltronautica”: in poltrona, a terra, “grounded” appunto. Questa parola significa anche “in punizione” o “giù di morale” ed è proprio questa la sua posizione attuale. Diventa pilota di drone. Sarà così che, in una base nascosta nel deserto americano, scoprirà un’altra guerra, un altro modo di volare e distruggere, di controllare e punire. Il drone è la guerra contemporanea. Tutto è caratterizzato da un impianto scenico che coinvolge straordinariamente ogni singolo spettatore: un’esperienza immersiva, che vola dal cielo ai meandri più dolorosi dell’animo umano. In questo momento storico poi è davvero forte portarlo in scena».

In che modo si è approcciata alla parte?

«Per me è un personaggio molto stimolante, per nulla stereotipato e fuori dai cliché: una donna che si è fatta spazio in un mondo prettamente maschile. Per capirla fino in fondo ho studiato la guerra dei droni, un fenomeno esistente di cui si parla molto poco e non è stato facile trovare i documentari che mi hanno permesso di vedere da vicino la durezza di queste operazioni. Sono conflitti totalmente impari in cui il pilota di drone, al contrario della persona al centro del mirino, non rischia nulla. Anche se a lungo andare questo meccanismo diventa dissociante e la stessa protagonista ne pagherà le conseguenze. Mi ha molto colpito il modo in cui vengono talvolta arruolati questi “soldati”, andando alle grandi competizioni di videogame e scegliendo ragazzi già abituati a queste tipologie di combattimento, che poi però diventano reali. Pur affinando le tecniche con i droni, durante i conflitti, vengono uccisi ancora molto civili. Anche in Italia sono presenti dei droni americani che finora sono sempre stati usati per altri scopi».

La scena contribuisce a dare ancora più fascino al racconto.

«La piattaforma metallica che sale e scende è tutto per la protagonista, potrebbe essere un aereo ma anche la sua casa. Come attrice è un lavoro anche fisico che mi stimola molto, a volte recito sospesa a tre metri di altezza».

Cosa la attende tra i prossimi progetti?

«In estate tornerò al Teatro Greco di Siracusa dove vestirò i panni di Cassandra nell’Orestea diretta sempre da Davide Livermore».

Da questa sera a sabato ore 21, domenica 20 marzo alle ore 15.30.

Info: info@teatrobonci.it

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