L’archivio di Zaffagnini è salvo: le foto alla Malatestiana

«Ringrazio il Corriere Romagna non solo di avermi avvisato dell’acquisizione, ma anche di essersi battuto affinché il mio archivio venisse salvato». Il fotografo Giovanni Zaffagnini risponde così a chi lo informa dell’ufficializzazione dell’acquisto del suo fondo fotografico da parte del Comune di Cesena che lo destinerà alla biblioteca Malatestiana. La notizia era già nell’aria da tempo ma ora ci sono i soldi per concretizzare il tutto: la Regione ci mette 170mila euro e così il fondo è salvo, non andrà all’estero come alcuni americani avrebbero voluto: «Avrei ottenuto di più dagli Usa – sottolinea Zaffagnini – ma sono contentissimo che resti in Italia e nella mia Romagna. Ringrazio il Comune di Cesena e la Regione Emilia-Romagna per la sensibilità dimostrata. Adesso spero che venga salvato allo stesso modo anche il fondo fonografico dello scrittore Giuseppe Bellosi, strettamente collegato al mio».

L’archivio fotografico di Zaffagnini è composto da 12 mila foto relative alle tradizioni folkloriche nell’ambito musico-etno-antropologico romagnolo. Comune di Cesena e Regione quindi collaboreranno nell’acquisto e nell’attività di catalogazione e valorizzazione del Fondo, affinché risulti consultabile nella sua complessità e organicità, in quanto il lavoro del fotografo fusignanese costituisce il punto di riferimento per lo studio della cultura romagnola.

«Presto Cesena arricchirà il proprio patrimonio culturale con una vera “enciclopedia” delle tradizioni popolari e rurali della Romagna – commenta l’assessore alla Cultura, Carlo Verona – che fa capo a Giovanni Zaffagnini, che dalle ricerche etnografiche degli anni settanta è passato successivamente alla fotografia di paesaggio, riservando straordinaria attenzione agli spazi urbani, all’ambiente e ai diversi aspetti della quotidianità, rapportando il più delle volte la sua opera con altre forme di espressione. Come previsto dalla Convenzione, sulla cui base Regione e Comune avvieranno la collaborazione, daremo avvio a un progetto di valorizzazione dell’archivio, dei suoi contenuti e dei messaggi che veicola. Con l’acquisizione di un lavoro di questa natura, di cui siamo grati all’autore, rafforziamo il nostro impegno sul fronte della “memoria” e del “racconto’”: operazione fondamentale all’approfondimento della conoscenza del passato della nostra terra».

Il fondo è costituito da 11.477 negativi b/n su pellicola di 35 mm, provvisti di relative stampe a contatto (328 provini); 1.947 stampe 13×18 e un numero minore di stampe di grande formato realizzate per mostre; 2.207 digitalizzazioni di negativi realizzati dall’autore, con un importante lavoro di post-produzione che, essendo effettuato in prima persona, rende al meglio l’efficacia delle immagini analogiche.

Un successo – consentiteci un pizzico d’orgoglio – anche del Corriere Romagna, che nei mesi scorsi si era battuto per la salvaguardia del fondo, pubblicando diversi articoli e fotografie.

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