“L’amore ai tempi di Pablito”: il messaggio eterno della riscossa di Paolo Rossi

Decennio che trovi, partita della nazionale che lascia tracce sulla collettività. Gli anni ’60 sono stati segnati dal dramma Corea attenuato solo in parte dalla gloria degli Europei casalinghi. Nei ’70 si è imposta l’epica dell’Italia-Germania, negli ’80 i sogni di Spagna. Nel ’90 sono arrivate le delusioni delle Notti poco magiche in casa nostra (in realtà solo una, fatale, a Napoli) seguite da quelle negli States. Nel primo decennio del nuovo secolo è arrivata la quarta vittoria mondiale, in quello successivo solo tante delusioni.

Ognuno di noi ha la sua partita del cuore che conserva nello scrigno delle emozioni il cui confine del privato spesso finisce per intrecciare quello pubblico. In questo excursus di sentimenti un posto speciale, per chi c’era, spetta di diritto al mito del Mundial spagnolo, per quel crescendo rossiniano di risultati inaspettati da mettere a dura prova le coronarie di spiriti forti come Rocky e Rambo. Un tourbillon di emozioni che ripercorre Luigi Garlando nel libro “L’amore ai tempi di Pablito”, volume che possiamo definire un classico per la fortuna che ha mantenuto nel tempo. In un’epoca di mordi e fuggi anche editoriale, reso ancora più accentuato in quello sportivo, la pubblicazione del 2009 mantiene intatta la sua freschezza tanto da essere stato rieditato di recente sempre sotto le insegne di Rizzoli (2021). A spingere nella scelta editoriale senza dubbio la prematura scomparsa dell’eroe di quell’avventura, come simboleggia la copertina della nuova edizione del volume che riporta l’effige di Paolo Rossi.

Partito dalla spedizione come un punto interrogativo per le precarie condizioni fisiche dopo i due anni di stop forzato, le prime uscite di Pablito erano state un pianto in simbiosi con quello della squadra. Tutto il mondo si chiedeva come potesse scendere in campo un giocatore in quelle condizioni, salvo poi ricredersi allo scoccare della scintilla nella gloriosa impresa contro uno dei Brasile più forti della storia. Il libro di Garlando ripercorre quelle tappe attraverso il racconto di un imberbe tuttofare di Vigo finito a lavorare nell’hotel ritiro degli azzurri. Cisco, nome del protagonista, vive l’amore impossibile per una inarrivabile ragazza, in una vicenda che interseca il destino sportivo del bomber della nazionale: se Paolo Rossi, dato per ectoplasma, si risolleva, lo stesso può accadere a lui. Il giornalista della Gazzetta dello Sport è bravo a intrecciare i due piani, vicenda sportiva e storia del protagonista, e riportarli d’attualità a 25 anni di distanza in terra friulana. Al solito una vicenda di fantasia si rivela fondamentale per tracciare il ritratto di personaggi realmente esistiti a partire da quell’Enzo Bearzot al quale tutti noi dovremmo dire una sola parola: grazie. 

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