L’alluce valgo, quella brutta deformità che può provocare dolore

Dà molto nell’occhio, chi lo possiede spesso se ne vergogna e qualche volta fa anche male: si tratta dell’alluce valgo, conosciuto volgarmente come “cipolla”, una protuberanza che riguarda l’alluce di molte persone e che soprattutto d’estate diventa un problema estetico molto visibile.

«L’alluce valgo è una deformità dell’articolazione meta-tarso-falangea del I raggio del piede – spiega la dottoressa Carlotta Pari, chirurgo ortopedico e traumatologo presso l’Ospedale di Ravenna, specializzata nella chirurgia del piede – che provoca una deviazione dell’alluce verso le altre dita».

Le cause sono molteplici. «Nella maggior parte dei casi la causa non è chiara. L’assetto non perfetto del retro-piede, come ad esempio si verifica nel piede piatto o nel valgismo del calcagno, può predisporre nel tempo alla deviazione progressiva dell’alluce. L’utilizzo di tacchi molto alti o di scarpe a punta stretta, che costringono l’alluce in una posizione viziata ed obbligata, può agire come fattore favorente nello sviluppo di questa deformità. Più rare sono le forme congenite o legate a malattie genetiche che alterano la struttura del piede».

Colpisce soprattutto le donne. «L’età tipica di esordio è dopo i 40 anni, ma può essere presente anche in età più giovanile per cause congenite o come conseguenza di particolari abitudini di vita. Ad esempio le ballerine, in virtù delle scarpette che indossano e delle continue ipersollecitazioni in punta di piedi, possono svilupparlo anche precocemente».

A un certo punto potrebbe sopraggiungere il dolore. «Quando si verifica questo difetto anatomico si crea un conflitto della testa del metatarso (la cosiddetta cipolla) con la calzatura. Questo conflitto continuo e ripetuto provoca una reazione infiammatoria alla base dell’alluce, denominata borsite, che può essere causa di fastidio, bruciore fino a vero e proprio dolore».

La diagnosi è clinica. «L’alluce valgo si riconosce facilmente dall’aspetto del dito, visitando il paziente. Tuttavia è fondamentale eseguire anche delle radiografie del piede per stabilirne il grado di gravità e per studiare eventuali alterazioni associate, come ad esempio la presenza di artrosi o di deformità a carico delle altre dita».

Esistono vari ausili per ridurre i disturbi. «Per ridurre il dolore si usano antinfiammatori oppure terapie fisiche come la tecarterapia e la laserterapia. Molto utili sono i distanziatori in gel/silicone che si posizionano tra alluce e secondo dito e che permettono all’alluce di assumere una posizione più corretta. Questi ultimi però sono da inserire in scarpe con una pianta sufficientemente ampia e sono difficilmente indossabili in estate con le scarpe aperte».

«Lo si decide insieme al paziente. La nostra equipe non esegue mai interventi con finalità esclusivamente estetica, anche se a volte le giovani pazienti si rivolgono a noi proprio per questa ragione. L’intervento è indicato quando il dolore limita le attività quotidiane, quando per esempio il paziente è impossibilitato a fare anche solo una passeggiata dopo il lavoro, o quando il dolore diventa molto frequente e si deve ricorrere spesso all’utilizzo di antinfiammatori. L’intervento si esegue in Day Hospital con anestesia locale. Si interviene con un blocco sensitivo dei nervi periferici del piede, facendo delle piccole punture intorno all’alluce e alla caviglia. Il paziente torna a casa camminando, perché ricomincia a deambulare nell’immediato post-operatorio. Si prescrive una terapia antalgica per qualche giorno e una scarpa particolare con scarico dell’avampiede da indossare per tutto il periodo della convalescenza, che dura circa 30 giorni».

L’alluce valgo potrebbe ripresentarsi.

«Il rischio di recidiva esiste e dipende dalla gravità iniziale della patologia, dal tipo di intervento eseguito e anche dall’età in cui si affronta l’intervento. Alluci corretti in età precoce, sono più soggetti a rischio di recidiva nell’arco della vita».

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