L’abitato di Montecodruzzo torna in sicurezza; completati i lavori

Dopo circa tre anni e mezzo di lavori, torna in completa sicurezza l’abitato di Montecodruzzo, nel comune di Roncofreddo. Con l’ulteriore rafforzamento della scarpata in frana, è stata completata l’opera di consolidamento che ha visto un investimento complessivo di 1 milione 400 mila euro, attuato per stralci successivi.

“La seconda e ultima tranche di interventi è stata possibile grazie al finanziamento di 700mila euro, programmato dalla Regione attraverso risorse nazionali- spiega Irene Priolo, assessore alla Difesa del suolo e Protezione civile-. Le opere di protezione e rinforzo della parete, appena concluse, si collocano in piena continuità e completano quanto realizzato negli anni scorsi, dopo varie frane che avevano messo a rischio strade, la Torre civica e parte dell’abitato. Tutti gli interventi sono stati improntati all’innovazione delle tecniche messe in campo- conclude Priolo-, è stato installato un sistema di monitoraggio per tenere sotto controllo anche in futuro l’evolversi della situazione. L’obiettivo è accrescere sempre più la sicurezza della comunità locale”.

I lavori vanno infatti ad aggiungersi al consolidamento del versante – realizzato con un primo stralcio da 600mila euro – alla verifica del rischio sismico, alla riduzione della vulnerabilità e al restauro della Torre civica; interventi, questi, finanziati dal ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo con un investimento di 100mila euro.

La gestione, progettazione ed esecuzione degli interventi, a cura dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, sono state realizzate a seguito di un’intesa sottoscritta tra Regione, Comune e Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle arti e il Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.  

Le opere  

Questi lavori, come i precedenti, sono stati realizzati mettendo in pratica la tecnica del “soil nailing”: il rafforzamento del pendio è stato cioè ottenuto inserendo barre di consolidamento ancorate alla roccia, mentre la tenuta del terreno è garantita con la stesura di una rete metallica rinforzata da funi in metallo e da una geo-griglia.

Oltre a quest’intervento, per bloccare l’arretramento delle nicchie di frana – arrivate a lambire le fondazioni dei primi edifici dell’abitato vicino alla Torre civica – sono stati costruiti dei muri di sostegno appoggiati su micropali dotati di tiranti di ancoraggio.

A margine di via Malatesta, in corrispondenza di una curva priva di protezioni verso il dirupo, è stato realizzato un muro ancorato sulla roccia con barriera stradale soprastante. Sulla stessa strada si è anche consolidato il muro di sostegno, con rete metallica e chiodature in roccia. Sulla sommità del muro è stato inserito un parapetto in acciaio zincato per garantire la sicurezza delle persone.

È stato installato lo strumento di monitoraggio “Hellomac”, che permetterà di monitorare da remoto, tramite apposita centralina, gli spostamenti e le deformazioni dell’area di pendio dove è applicato. Sono stati, infine, asfaltati vari tratti delle vie Garampa, Cereta e Malatesta, compromesse dalle frane nei pressi del paese.

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