John De Leo presenta “Lugocontemporanea”

Sarà il tema “A distanza (L’epidemia all’isolamento)” il fulcro attorno al quale si dipanerà la 17ª edizione di “Lugocontemporanea”, storica e prestigiosa rassegna di musica, poesia, teatro, videoarte, danza e sound art, in programma nel centro storico di Lugo il 20, 21 e 22 luglio, in collaborazione con Ravenna festival e dedicata alla memoria di Franco Ranieri, socio fondatore di “Lugocontemporanea” scomparso lo scorso anno.

Evento nell’evento, il concerto del grande chitarrista jazz americano Bill Frisell, in cartellone il 21 luglio, vera e propria icona nel panorama musicale mondiale.

«Questa edizione sarebbe piaciuta molto al nostro socio Franco – esordisce John De Leo, direttore artistico della rassegna insieme a Monia Mosconi –. Frisell era il suo artista preferito e credo che sul palco di “Lugocontemporanea” si troverà a proprio agio come è già successo, in passato per tanti altri artisti».

Anche quest’anno sarà un’edizione nel segno di Franco Ranieri?

«A un anno dalla sua scomparsa, oltre al dolore e alla mancanza personale di un amico fraterno, sentiamo il tormento che la sua voce manchi al mondo. In pochi lo conoscevano, ma crediamo che il suo insegnamento mai dottrinale, e mai imposto, avesse intrinseco un grande valore. Ci ha trasmesso l’amore per la conoscenza e per la poesia».

Quali riflessioni vi hanno indotto al tema della distanza ?

«Abbiamo colto la valenza di questo tema anche grazie a numerose divagazioni con il nostro socio Franco. Quella della distanza la sentivamo come problematica urgente ben prima della pandemia. Un distanziamento dato dall’individualismo, da un consumismo dilagante».

A quali riflessioni invece vorreste indurre la vostra platea?

«Una delle principali funzioni dell’arte dovrebbe essere quella di farci riflettere, di incrinare i nostri pensieri. Detto questo, non sentiamo la necessità di educare il pubblico, ma piuttosto di mettere delle idee in circolo».

Tra gli ospiti, stasera 20 luglio alle 21.30, due improvvisatori: il tap dancer Guillem Alonso e Pasquale Mirra (vibrafono, percussioni).

Piace al pubblico questa sinergia di espressioni artistiche diverse?

«Il pubblico apprezza l’arte in tutte le sue declinazioni. A volte mettiamo in coniugazione artisti che mai si sarebbero incontrati se qualcuno non lo avesse pensato per loro. Alcuni di questi progetti hanno avuto un seguito anche al di fuori di “Lugocontemporanea” e questo ci rende molto orgogliosi».

Come si inseriscono i vari artisti di “Lugocontemporanea” nel concetto di mancanza, filo rosso della rassegna?

«Gli artisti interpretano questo tema attraverso la loro storia e il loro vissuto. Ci prendiamo anche un rischio ponendo la nostra attenzione su determinati nomi, non così altisonanti come per esempio Frisell, ma spesso sono proprio questi artisti a riservarci grandi sorprese».

Cosa si aspetta da questa edizione?

«Mi aspetto di non incespicare quando presenterò gli artisti, succede sempre, un po’ per l’emozione, un po’ per la stanchezza. A parte questo, sono dell’idea che quello che doveva succedere è già successo. Una volta che gli artisti sono in scaletta, è già successo».

Tra gli ospiti attesi anche Stefano Tamborrino, uno dei batteristi italiani più fantasiosi; Chiara Guidi, tra le fondatrici dela Societas Raffaello Sanzio; il percussionista e ricercatore indipendente Enrico Malatesta; il sound artist Giovanni Lami, Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti autori di video e installazioni.

Tutti gli eventi sono gratuiti, fatta eccezione per l’esibizione di Bill Frisell Trio.

www.lugocontemporanea.it

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