Jacopo Fo, figlio di Dario, lancia il progetto energia nelle scuole

FAENZA. Jacopo Fo ha lanciato la fase pilota del progetto di “Autocura energetica delle scuole”, patrocinato direttamente dal ministero. Lo ha fatto in occasione di un incontro tenutosi all’Istituto tecnico “A. Oriani” di Faenza, prendendo le mosse da un piano programmatico condiviso tra EcoFuturo, Ecquologia Associazione Giga e Libera Università di Alcatraz.

Accompagnato dal faentino Michele Dotti, ha spiegato ai ragazzi partecipanti le peculiarità del progetto pungolando i ragazzi sull’«analisi degli sprechi energetici con tecnologie all’avanguardia» e su un progetto per il miglioramento e il contenimento degli sprechi, oltre che sull’«importanza di raggiungere l’obiettivo di una accelerazione della riconversione degli edifici ma anche di una formazione che punti al cambiamento ecologico dell’intero nostro Paese».

Caratterizzatasi a partire dai primi anni Ottanta per un’intensa attività di formazione, dal teatro all’installazione di pannelli solari, è proprio l’associazione Libera Università di Alcatraz ad occuparsi, in questi decenni, di diffondere la cultura dell’ecologia in vari settori. Il centro della filosofia dell’associazione è la cultura del ridere e della professionalità, motivi ispiratori dell’attività di Fo e Dotti.

Energia ed edifici

Figlio del più noto Dario e Franca Rame, Fo ha condotto i presenti a «riflettere sui quantitativi di energia prodotta a livello europeo, il 45% della quale viene utilizzata nel settore edilizio. In Italia la percentuale scende al 37% per questioni climatiche. Gli edifici totali sono oltre 14 milioni di cui quasi 12 milioni di tipo residenziale. Gli appartamenti sono oltre 28 milioni e gli edifici scolastici oltre 42mila. Dell’intero patrimonio edilizio appena l’1% degli edifici è in classe A e lo 0,3% in classe A+».

Spreco finanziario

«Lo spreco finanziario legato allo spreco energetico degli edifici in Italia vale tra i 100 e i 180 miliardi di euro all’anno – ha aggiunto Jacopo Fo –. La leva finanziaria sulla quale operare per avere le risorse per la ristrutturazione ecologica e rinnovabile degli edifici scolastici va ricercata in questo immenso impiego di risorse e potrà essere quantificata statisticamente in maniera precisa con grande difficoltà, tenuto conto che le amministrazioni pubbliche a cui fanno riferimento gli edifici scolastici sono molteplici, partendo dal livello comunale fino a quello statale».

Durante l’incontro si è parlato anche di sicurezza sismica degli edifici, «cosa che ne migliorerà la salubrità stessa intrinseca e permettere, dunque, di porvi rimedio con modesti accorgimenti ecotecnologici».

Accelerare la riconversione

L’intervento di Jacopo Fo all’Istituto Oriani ha riscosso consensi unanimi, proponendosi di «mobilitare ogni scuola, ogni corpo docente e ogni corpo studentesco per raggiungere l’obiettivo di una accelerazione della riconversione degli edifici ma anche di una solida maturazione filosofica, scientifica e tecnologica che costruisca la spina dorsale e il cervello per il cambiamento ecologico dell’intero nostro paese».

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