Ivana e Rinaldo, il loro regalo delle Nozze d’oro a Diabete Romagna

Il 24 ottobre del 2020 avrebbero festeggiato 50 anni di matrimonio, ma il Covid glielo ha impedito. Così, le nozze d’oro, Ivana Brazzini e Rinaldo Amadori le hanno celebrate domenica 5 settembre di quest’anno. E quello che amici e parenti hanno donato loro per omaggiare l’unione sancita nel 1970 è stato devoluto interamente a Diabete Romagna. Oltre 1.200 euro che marito e moglie residenti a Meldola hanno regalato alla “famiglia” di Diabete Romagna. Una scelta di solidarietà dettata dal contatto con la malattia, con il diabete mellito di tipo 1, di cui soffre uno dei nipoti della coppia: Alessandro, di 20 anni.

La storia dei coniugi meldolesi affonda le radici nell’adolescenza. Ivana e Rinaldo si conoscono da quando erano ragazzi perché vicini di casa, il loro amore nasce quando lei aveva 14 anni e lui 17. Il giorno del matrimonio, lei aveva 18 anni, lui 21. I primi 10 anni di vita insieme li hanno passati a Firenze, la città di origine di Ivana, (mentre la famiglia di Rinaldo era di Santa Sofia) per poi trasferirsi a Meldola. Il loro amore ha fatto nascere le figlie Claudia, nata nel 1971 dopo un anno di matrimonio e Paola, nata nel 1975. Hanno 3 nipoti: Silvia, di 23 anni, Alessandro, di 20 e Diego di 16. Alessandro convive con il diabete sin da bambino. «I primi tempi non è stato semplice – racconta Ivana – ma piano piano ci siamo abituati a sentirci sereni anche con questo». «La generosità di Ivana e Rinaldo e di chi ha festeggiato con loro facendo una donazione a favore dei progetti di Diabete Romagna – dice Pierre Cignani, presidente di Diabete Romagna – ci ha lasciato senza parole. L’amore che li lega, che si legge nei loro occhi e negli occhi delle persone che a loro vogliono bene è contagioso e mai come in questi mesi abbiamo imparato quanto valore c’è dietro la condivisione e il supporto a chi ha avuto in sorte una situazione complessa da gestire. Insieme a loro stiamo costruendo un mondo in cui il diabete non abbia più il potere di decidere della vita di nessuno».

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