L’impegno dell’Aiams tra memoria e paesaggio

Itinerari
  • 20 maggio 2026

Non solo edifici o antichi ingranaggi, ma un patrimonio vivo fatto di conoscenze, tradizioni e competenze tramandate nel tempo. È questa la missione dell’Associazione Italiana Amici Mulini Storici (Aiams), nata nel 2011 per tutelare e valorizzare i mulini storici italiani, come racconta il presidente nazionale Gabriele Setti. «Essere “amici” dei mulini significa prendersi cura di questo patrimonio nella sua interezza - spiega Setti. Un’eredità che va oltre la materia: i mulini custodiscono infatti un sapere antico, legato al lavoro di generazioni che ancora oggi, in molti casi, continuano a gestirli. Il mulino rappresenta uno dei più antichi congegni meccanici della storia e racconta il processo preindustriale che ha segnato profondamente l’Italia. Tuttavia, gran parte di questo patrimonio resta ancora poco conosciuto e, soprattutto, non censito. Per questo l’Aiams si occupa di catalogare, salvaguardare e promuovere la conoscenza di questi manufatti. Indissolubile è il rapporto tra mulino e paesaggio. L’acqua, elemento essenziale al funzionamento delle macine, ha modellato nel tempo il territorio: dai canali artificiali delle pianure ai torrenti delle zone collinari e montane, dove l’uomo ha saputo sfruttare dislivelli e corsi naturali per produrre energia».

L’associazione, con sede a Revere di Borgo Mantovano e che aderisce alla Giornata Europea dei mulini storici del 16 e 17 maggio, ha creato anche una biblioteca tematica dedicata ai mulini, con l’obiettivo di conservare e diffondere un patrimonio materiale e immateriale che appartiene all’identità collettiva del Paese. Una rete di consiglieri provenienti da diverse regioni italiane completa la struttura dell’Aiams, a testimonianza di un’eredità culturale che attraversa l’intera penisola e che continua a raccontare il legame profondo tra uomo, natura e lavoro.

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