Il Mulino di Chicchino, lungo il torrente Tassobbio nel comune di Canossa, affonda le sue origini in un contesto storico antico: già nel 1116 risultava parte del Manso di Lesignola, nelle Terre Matildiche. Probabilmente risalente al XVI secolo, fu ampliato nel 1750 con una macina per castagne e rimase in attività fino agli anni ’50. Dopo decenni di abbandono, il mulino è stato recuperato e riportato al funzionamento ad acqua all’inizio degli anni 2000 grazie a Giuseppe Salsi. La struttura conserva due macine, una per il grano e una per il mais, alimentate da un sistema tradizionale con tramoggia in legno e pale dette “cucchiai”, mosse dalla forza dell’acqua. Oggi il Mulino di Chicchino è attivo a scopo didattico e viene riavviato in occasione di visite guidate, soprattutto per le scuole. Dopo la scomparsa di Giuseppe Salsi nel 2021, la proprietà è passata a Lina Villani, che insieme a Manuela Salsi continua a valorizzarne la memoria e la funzione educativa.
Il Mulino del Chicchino nelle Terre Matildiche