Giornata dei mulini 2026, il Mulino Mazzone, cuore antico di Piamaggio

Itinerari
  • 17 maggio 2026

Nell’alta valle del Setta, tra boschi e prati dell’Appennino bolognese, il tempo scorre ancora al ritmo dell’acqua. È qui, lungo il rio del Piattello, che si trova il Mulino Mazzone, in località Piamaggio, nel comune di Monghidoro: un complesso che affonda le sue radici almeno alla fine del Settecento e che oggi rappresenta una delle testimonianze più significative della tradizione molitoria del territorio.

Le prime tracce documentarie risalgono infatti a prima del 1785, quando il mulino compare nel catasto Boncompagni con il nome di “Molino dé Mazzoni”, un toponimo rimasto pressoché invariato fino ai giorni nostri. Nel corso dei secoli la struttura si è ampliata e articolata, arrivando a configurarsi come un vero e proprio nucleo produttivo e abitativo: oltre al mulino, comprende infatti la casa padronale, ancora oggi visitabile nella sua autenticità, e gli spazi un tempo destinati a stalla e fienile.

Elemento distintivo del Mulino Mazzone è la presenza di cinque macine a ritrecine, tipiche della tradizione appenninica, alimentate dalla forza dell’acqua convogliata attraverso un sistema ingegnoso di canali. Il flusso viene raccolto in una vasca di accumulo, la cosiddetta “botte”, da cui viene poi indirizzato verso le ruote orizzontali - le “catinaie” - capaci di trasformare l’energia idraulica in movimento. Un meccanismo antico e raffinato, di cui ancora oggi una macina è funzionante.

Per lungo tempo il mulino ha rappresentato un punto di riferimento per le comunità locali, che qui portavano castagne, cereali e mais per la trasformazione in farine. Un’attività essenziale in un contesto montano, dove la produzione alimentare era strettamente legata alle risorse del territorio e alla capacità di sfruttarle in modo sostenibile. Oggi il Mulino Mazzone ha trovato una nuova vita, senza perdere la sua identità. Completamente restaurato, è diventato uno spazio aperto alla visita e alla scoperta, un piccolo museo che racconta la storia del lavoro e della vita contadina. Su appuntamento è possibile accedere agli ambienti originari - dalla sala macine alla catinaia, fino all’abitazione - e comprendere da vicino il funzionamento di un sistema produttivo che ha segnato per secoli l’economia locale. Accanto alla funzione museale, il complesso ha sviluppato anche un’offerta legata all’accoglienza e alla valorizzazione del territorio. Gli spazi recuperati ospitano camere e appartamenti, mentre l’area esterna si presta a eventi, incontri e momenti di convivialità. Un modo per coniugare memoria e presente, mantenendo vivo un luogo che rischiava di essere dimenticato.

Il contesto naturale in cui sorge il mulino contribuisce a renderlo ancora più suggestivo. A pochi chilometri si trovano l’Alpe di Monghidoro, con i suoi boschi e i sentieri escursionistici, il lago di Castel dell’Alpi e il Museo della Civiltà Contadina di Piamaggio. Un territorio ricco di storia e natura, in cui il Mulino Mazzone si inserisce.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui