Giornata dei mulini 2026, il Mulino delle Coveraie che macina cultura

Itinerari
  • 17 maggio 2026

Situato lungo un piccolo corso d’acqua da cui prende il nome, il Mulino delle Coveraie - nel cuore dell’Appennino modenese, nella frazione di Maserno, nel territorio di Montese - racconta una storia che attraversa i secoli e guarda al futuro. Questo edificio rurale affonda le proprie radici nel XVII secolo, quando fu realizzato su impulso della famiglia Montecuccoli, tra i principali feudatari del Frignano. Nato come presidio produttivo legato alla lavorazione dei cereali e delle castagne, il mulino ha rappresentato per generazioni un punto di riferimento per le comunità locali. Qui l’acqua del ruscello muoveva due grandi ruote lignee verticali a cassette, tra cui una imponente, dal diametro di circa otto metri, capace di trasmettere energia alle macine in pietra collocate all’interno dell’edificio. Un sistema semplice e ingegnoso, in cui la forza della natura si trasformava in sostentamento quotidiano.

Nel tempo, come accaduto a molte strutture analoghe, anche il Mulino delle Coveraie ha attraversato fasi di abbandono e trasformazione. Oggi si presenta come un edificio costruito in più riprese, parzialmente ristrutturato, che conserva ancora quattro macine in pietra, non più in funzione ma fondamentali per comprendere la storia produttiva del luogo. La sua identità, tuttavia, non si è fermata alla dimensione della memoria.

Il mulino è infatti oggi una realtà privata, un “mulino di famiglia” che ha scelto di aprirsi al territorio mantenendo una forte impronta culturale. Accanto alla funzione abitativa, ospita un piccolo museo dedicato all’arte molitoria e alle tradizioni locali, visitabile su appuntamento da scolaresche e appassionati. Un modo per restituire valore a un patrimonio tecnico e umano che rischierebbe altrimenti di andare perduto.

Negli ultimi anni, il progetto di valorizzazione ha assunto una nuova direzione. Grazie a una campagna di crowdfunding avviata nel 2025 e al sostegno di fondi del Pnrr, è in corso la realizzazione di una biblioteca all’interno del complesso. Un intervento che amplia la vocazione del mulino, trasformandolo progressivamente in un centro culturale diffuso, dove libri, eventi e attività didattiche dialogano con la storia e il paesaggio. L’obiettivo dichiarato è renderlo uno spazio vivo, capace di ospitare mostre, incontri e momenti di condivisione. Le visite guidate e i percorsi didattici diventano così strumenti per raccontare non soltanto il funzionamento del mulino, ma anche la vita delle comunità che lo hanno abitato, tra lavoro nei campi e cicli naturali.

Il Mulino delle Coveraie si inserisce in un contesto ambientale di grande suggestione, fatto di boschi, silenzi e panorami aperti. Un paesaggio che invita alla lentezza e alla contemplazione, ma anche alla scoperta attiva, tra passeggiate e iniziative culturali. Un punto di riferimento, non più per la produzione di farina, ma per la costruzione di relazioni e significati. Un luogo dove la memoria del lavoro si intreccia con nuove forme di cultura, e dove l’acqua, pur non muovendo più le macine, continua idealmente a generare energia, sotto forma di idee e partecipazione.

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