Italia Viva: “Bloccare la manifestazione no vax di sabato a Forlì”

“Su una cosa siamo d’accordo: giù le mani dai bambini. Per questo siamo convinti che spazi pubblici di grande visibilità e simbolici delle nostre città, come il piazzale antistante i Musei San Domenico, non possano essere concessi a chi sostiene tesi antiscientifiche e pericolose per la salute pubblica, anche quella dei bambini. Si prenda esempio da quanto fatto dal Comune di Cesena, impedendo in tutto il perimetro del centro nelle aree Ztl e pedonali lo svolgimento di manifestazioni”.

È la posizione espressa da Italia Viva Forlì-Cesena in vista della manifestazione di sabato prossimo nel piazzale antistante i musei San Domenico.
“L’uso di spazi pubblici come avverrà per l’autoproclamatosi “Comitato scientifico indipendente per la gestione del Covid” – afferma Italia Viva – è quantomeno discutibile anche se corretto dal punto di vista formale e del rispetto delle regole. Oltre al pessimo gusto di usare l’immagine di una bambina dal volto sconvolto, le tesi proposte dal sedicente comitato sono contrarie a quanto sostiene la scienza. Non è una questione politica, non si parla di una questione di parte, ma di una campagna di tutela della salute dei cittadini”. 
“Fermo restando il diritto di manifestare – aggiunge IV – non possiamo esimerci dal sollecitare il Comune a prendere una decisione più ferrea impedendo, almeno finché sarà in vigore lo stato d’emergenza, lo svolgersi di manifestazioni come queste quantomeno nell’ambito del centro storico. Si studino le forme giuridiche più idonee, ma riteniamo che le istituzioni locali non possano rimanere inermi o limitarsi ad osservare”. 
“Noi siamo per difendere il diritto di manifestazione, ci mancherebbe, ma non per la libera promozione di posizioni ideologiche, anti scientifiche e contrarie alla medicina – aggiunge Italia Viva -. Peraltro usando in modo bieco ed equivoco l’immagine dei bambini”. 
“Crediamo che la delicata fase di apertura delle vaccinazioni ai bambini, meriti un approfondimento e per parte nostra ci impegniamo in tal senso nelle sedi in cui ci è possibile farlo (compreso l’ormai consueto approfondimento del nostro deputato Marco Di Maio, assieme al prof. Claudio Vicini e altri esperti) anche per fugare i dubbi legittimi e rispondere alle ansie di una parte dell’opinione pubblica. Ma le istituzioni locali devono, a nostro parere, promuovere un cambio di passo. La tolleranza sì, ma finché questa non mette a rischio la salute pubblica”.

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