Boom di iscrizioni ai centri studi di Forlì, mancano gli spazi

FORLÌ. Galoppano le iscrizioni al centro studi di via Aldo Moro e via Turati. Per il prossimo anno servirebbero dalle 10 alle 14 aule in più per soddisfare le richieste di tutti gli alunni che hanno scelto i corsi del liceo scientifico, del Saffi-Alberti e del Matteucci. Complessivamente, al momento, nei tre poli sembrerebbe esserci un surplus di circa 300 studenti. Ecco, allora, che la Provincia si è messa in moto per adottare in tempi ragionevoli una soluzione al problema, insomma in qualche modo le aule dovranno saltare fuori altrimenti si corre il rischio di rimandare indietro frotte di studenti.

«Il problema degli spazi si ripresenta puntualmente ogni anno, specie per il nostro centro studi – dice Valentina Ancarani, consigliera con delega alla scuola in Provincia -. Infatti un mese fa abbiamo aperto un tavolo di lavoro, in cui sono coinvolti anche i dirigenti scolastici e il Comune, proprio con l’obiettivo di partire in tempo e valutare eventuali criticità che evidentemente hanno bisogno di tempo per trovare una risoluzione. Ci aspettavamo un aumento del numero di iscrizioni per il liceo scientifico, per il Saffi-Alberti e per il Matteucci, ma non con questi numeri: servirebbe un’altra succursale».

Le ipotesi

Il tavolo, iscrizioni alla mano dopo la chiusura al 31 gennaio, si è riunito proprio ieri e in questa occasione sono emerse alcune possibilità. «Prendendo atto che il Comune non ha spazi disponibili al momento, stiamo ragionando su due fronti – spiega Ancarani -. Da un lato abbiamo chiesto ai dirigenti scolastici, non avendo messo un tetto alle iscrizioni, uno sforzo a livello organizzativo e valutando anche un sistema di rotazione». In sostanza, una classe non è per gli studenti, ma sono gli alunni stessi a spostarsi a seconda delle discipline. Un modello già in uso da alcune scuole del territorio e simile a quello americano. «Dall’altro come ente cercheremo di occuparci della parte edilizia stando nei tempi». Proprio a livello di spazi le soluzioni sul piatto sono due: la prima è ristrutturare l’abitazione del custode, oramai non più utilizzata, presente all’interno del centro studi e dalla quale si potrebbero ricavare due aule. La seconda è recuperare altre 6 classi all’interno di una proprietà della Provincia che però al momento è gestita da un altro ente.

Alcune idee

«Stiamo facendo il possibile per verificare se questa possa essere una strada percorribile – dice ancora la consigliera con delega alla scuola -. Al prossimo appuntamento (tra una decina di giorni, ndr) vorremmo riuscire a dare una risposta. Durante l’incontro sono state presentate come contributi, e non come proposte dell’ente, le possibilità di utilizzare dei container oppure creare dei doppi turni a scuola. In più il Comune si è reso disponibile, numeri di iscrizione alla mano, di fare una ricognizione delle scuole elementari e medie per vedere se è possibile liberare degli spazi. Anche se così fosse vorremmo evitare una commistione di scuole di ordine e grado differenti. In più, in tutta questa emergenza, non dovremo assolutamente sacrificare gli spazi che accolgono ragazzi disabili. Dobbiamo riporre grande attenzione anche su questo tema».

In effetti da diversi anni il problema delle aule si ripropone puntualmente al termine delle iscrizioni, in modo particolare per il centro studi. «Questo trend positivo di aumento, anche per gli istituti tecnici, sarà così per i prossimi anni poi però, secondo un calcolo demografico, dovrebbe arrestarsi – conclude Ancarani -. In previsione di ciò, la Provincia ha in programma di soddisfare definitivamente la richiesta con la realizzazione di 8 nuove aule al centro studi e riqualificare l’ex istituto Oliveti. Il progetto sta andando avanti ma prima di arrivare al compimento ci vorranno ancora un paio di anni».

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