Ha sfondato una finestra di casa facendo irruzione all’interno della abitazione. Poi, incurante le sue figlie in tenera età che assistevano alla scena impietrito (una) e piangente (l’altra) ha minacciato con un martello da muratore l’ex moglie. A fermare quella che poteva diventare quella truce di un efferato episodio di sangue ci hanno pensato i carabinieri; che applicando le normative del cosiddetto “Codice rosso” hanno arrestato un gambettolese che ora attende giudizio in carcere per l’accaduto. I fatti risalgono all’una di notte di lunedì. E’ a quell’ora che i carabinieri di Gambettola hanno stretto le manette ai polsi di un quarantenne con precedenti penali con le accuse di maltrattamenti contro familiari o conviventi e minacce.

Per entrare in quella che una volta era anche la sua casa (prima della separazione dalla compagna avvenuta qualche tempo fa) aveva spaccato una finestra. Poi ha fatto irruzione in camera da letto e davanti alle due figlie minorenni ha minacciato la donna con un “mazzetto” da muratore. A dare l’allarme è stata una chiamata al 112 giunta da un vicino allarmato per quanto sentiva sotto forma di urla e pianti. I carabinieri sono riusciti così in un lampo ad arrivare sul posto ed a ricostruire in breve tempo parlando con la donna un quadro di maltrattamenti e minacce, reiterati nel tempo ed aggravati da alcuni altri atteggiamenti minacciosi assunti dall’ex marito durante la giornata di domenica. Ma anche violenze a cui la stessa vittima (che poi ha anche presentato relativa denuncia – querela) era stata sottoposta ormai da qualche anno proprio da parte dell’ex marito (difeso dall’avvocato Luigi Tampellini) di cui non riportiamo le generalità per non svelare in automatico anche chi siano le vittime delle sue sfuriate di violenza incontrollabile.

L’uomo è stato ammanettato e messo a disposizione della magistratura inquirente in una una cella del carcere di Forlì. L’arresto il giorno dopo in udienza è stato convalidato ed il giudice per le indagini preliminari ha confermato per lui la misura cautelare della custodia in carcere. Non può infatti in alcuna maniera stare ai domiciliari a casa di pareti. Nemmeno presso la casa dei suoi genitori visto che questo impedirebbe alle figlie di poter vedere serenamente i nonni.

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