Investimenti in macchinari aziendali e per i magazzini: che agevolazioni fiscali sono previste per il 2021

Hai da poco rimodernato il tuo magazzino con un parco macchine di muletti, carrelli elevatori, commissionatori di ultima generazione o intendi farlo? La buona notizia è che, oltre ad avere finalmente un magazzino più organizzato ed efficiente e impiegare molto meno tempo per il carico e scarico della merce, puoi godere di alcune agevolazioni fiscali. Nella legge di Bilancio 2021, o meglio in quella parte della manovra che è conosciuta come “Nuova Sabatini”, è previsto infatti anche un credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali: proviamo a capire meglio di cosa si tratta, come funziona, chi può usufruirne e in che modo.

Finanziata con oltre venti miliardi di euro per il quinquennio in corso, la mossa serve a favorire l’ammodernamento delle imprese italiane, anche quelle medio-piccole o a gestione familiare: non a caso le agevolazioni fiscali sono previste per l’acquisto di beni strumentali, sì, ma anche e soprattutto per i beni 4.0 interconnessi. L’intento di favorire l’ammodernamento del tessuto imprenditoriale italiano è, del resto, ben chiaro anche nella scelta di includere anche quegli strumenti di lavoro non acquistati in maniera tradizionale, ma oggetto di contratti di leasing per esempio o altre formule simili. Sia che tu abbia acquistato i tuoi nuovi carrelli elevatori e sia che, invece, li abbia presi in affitto insieme ad altri macchinari aziendali puoi usufruire, insomma, di un importante sgravio fiscale.

Credito d’imposta per i beni strumentali al 10%: come usufruirne

Come per molti altri bonus, infatti, la forma scelta per questa agevolazione è quella del credito d’imposta. Più nel dettaglio, il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali è fissato dall’ultima manovra al 10% ed è utilizzabile o in compensazione di tre quote annuali di pari importo a partire dall’anno in cui sono entrati in funzione i macchinari o in compensazione di una sola quota annuale, quella riferita al 2021 va da sé, se la tua azienda fa ricavi per meno di 5 milioni di euro.

Altro requisito per accedere all’agevolazione è la data di acquisto del muletto, del carrello elevatore o degli altri macchinari in questione. È prevista, infatti, come data limite quella del 31 dicembre 2021: all’ultimo dell’anno dovrai aver non solo effettuato l’ordine per i tuoi nuovi macchinari aziendali o gli altri beni strumentali per la fornitura dei quali intendi godere del credito d’imposta, ma dovrai aver anche pagato già almeno un quinto (il 20%) della spesa totale. Il tuo reparto contabile o il consulente a cui ti rivolgi di soliti dovrebbero poterti aiutare meglio a programmare l’investimento, anche in considerazione del fatto che delle penalità e l’esclusione almeno parziale dal godimento delle agevolazioni fiscali sono previste nel caso in cui i beni strutturali in questione siano nel frattempo stati ceduti o dismessi.

Non sono previsti, invece, limitazioni o altri requisiti particolarmente stringenti né sul tipo di azienda, né sulle dimensioni o il settore di appartenenza. Per com’è formulata la manovra, infatti, il credito d’imposta per l’acquisto di beni strutturali è destinato a tutte le aziende che abbiano sede nel territorio italiano, indipendentemente dalla forma giuridica con cui sono registrate e del regime fiscale a cui sono sottoposte e a prescindere anche da numero di impiegati e settore di riferimento.

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