Invertire l’attuale trend per salvare gli ecosistemi

La biodiversità è in pericolo e alcuni degli ecosistemi globali sono minacciati. Per questo il Ministero della Transizione Ecologica ha delineato una Strategia Nazionale per la Biodiversità al 2030. È un nuovo documento che, in linea con gli obiettivi della Strategia Europea per la Biodiversità al 2030, mette a punto un programma per invertire a livello globale l’attuale tendenza alla perdita di biodiversità e al collasso degli ecosistemi. L’obiettivo internazionale è garantire che entro il 2050 tutti gli ecosistemi del pianeta siano ripristinati e adeguatamente protetti.

Effetti dei cambiamenti climatici, incendi boschivi, insicurezza alimentare, epidemie: sono i nemici principali contro i quali combattere e per farlo è stata individuata una serie di azioni da mettere in atto. L’Unione europea si impegna ad ampliare la rete di aree protette, sulla terraferma e in mare, e a proteggere con rigore le zone ad elevata biodiversità; mira a ripristinare gli ecosistemi degradati entro il 2030 e a gestirli in modo sostenibile; introduce misure concrete per consentire un approccio ecologico diverso, soprattutto attraverso lo sblocco di finanziamenti ad hoc e la messa in atto di una governance appositamente preposta.

La Strategia italiana declina su scala nazionale gli impegni europei, facendo proprie priorità e sfide. Per aumentare la partecipazione dei cittadini, il documento è attualmente disponibile per la consultazione pubblica sul sito del Ministero della Transizione Ecologica e, fino al 22 maggio, è possibile inviare osservazioni e contributi nel merito all’indirizzo: PNM@Pec.Mite.Gov.it .

«Per raggiungere gli obiettivi è necessario – sottolinea il Ministero – un approccio multidisciplinare e una forte condivisione e collaborazione tra i decisori politici e le amministrazioni centrali e regionali, con il supporto del mondo scientifico e raccogliendo le istanze dei portatori di interesse». Per certo anche il contributo dei singoli cittadini è fondamentale. Non c’è bisogno di capovolgere stile e abitudini di vita per fare la differenza e piccole attenzioni quotidiane possono rivelarsi molto importanti. Lo ricorda l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che suggerisce semplici esempi di scelte personali che, confermate ogni giorno, possono determinare un impatto positivo sull’ambiente. Usare acqua del rubinetto e bottiglie riusabili invece dell’acqua imbottigliata; preferire i saponi convenzionali a quelli antibatterici, che sono molto più inquinanti senza essere più efficaci; acquistare alimenti stagionali e prodotti localmente; ridurre il consumo di carne. Piccoli impegni che possono, in un contesto di attenzione nazionale e globale, portare a grandi risultati.

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