Era stata una vittoria storica. Conquistare il derby contro Forlì di un solo punto allo scadere dell’ultimo quarto aveva proiettato molti tifosi in campo per esultare insieme a tutta la squadra. Ma l’invasione giallorossa al Pala De André, associata a qualche gesto di sberleffo verso la curva ospite, si è tradotta in un decreto penale di condanna da 708 euro per tre tifosi dell’OraSì. Pagare, però, avrebbe significato accettare una “macchia” nelle rispettive fedine penali. Ecco perché si sono opposti tutti, decidendo di affrontare il processo. Una scelta che si è rivelata vincente, dato che ieri il giudice monocratico Beatrice Marini li ha assolti per particolare tenuità del fatto.

L’esultanza sotto la curva

Alla fine della partita del 18 febbraio 2018 i tre tifosi si erano avventurati oltre la metà campo, rivolgendosi alla tifoseria avversaria e mostrando il dito («l’indice», ha precisato uno) «per dire che avevamo vinto di un punto all’ultimo secondo». La sicurezza era subito intervenuta, invitando i ragazzi ad abbandonare il palazzetto. Pensavano fosse finita lì; d’altronde l’episodio non aveva portato ad alcuna misura, nemmeno un daspo. Invece, alcuni mesi dopo ecco arrivare il decreto penale di condanna, che ieri si è tradotto con la richiesta da parte dell’accusa di 5 giorni di arresto e 800 euro di multa.

La difesa

Il legale dei tre imputati ha rimarcato che non solo l’episodio si era verificato quando ormai la partita era terminata, non provocando alcuna interruzione dell’incontro, ma che non si era neppure verificato alcun problema di ordine pubblico. Infine i tifosi, come tanti altri sostenitori dei “Leoni”, avevano oltrepassato una semplice bandella posizionata rasente al parquet, senza scavalcare alcuna delimitazione o barriera.

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