Intervista allo chef scienziato Marco Bianchi

Sono colorati, accattivanti, curiosi. A vederli, viene proprio voglia di addentarli per scoprire che sapore hanno. E al primo morso, è già chiaro che le aspettative non verranno deluse. Gli hamburger vegani della catena Flower burger fanno infatti bella mostra del pane color giallo curcuma, rosso ciliegia o azzurro cielo, anzi, oceano, visto che il nome del panino in limited edition è “Ocean burger”. «Colorature ottenute rigorosamente con ingredienti naturali», assicura lo “chef scienziato” Marco Bianchi, che ha curato personalmente l’ideazione e la ricetta dei vegan hamburger che da Milano sono partiti in fretta alla conquista di diverse città italiane. Lo scorso novembre, Flower burger ha infatti issato la sua insegna anche a Rimini, con l’inaugurazione del primo ristorante “happy food” in viale Vittorio Veneto a palazzo Arpesella, poco distante dallo storico Embassy.

Proprio qui, la settimana scorsa, il 40enne Marco Bianchi si è presentato alla folla di pubblico, curiosi, food blogger e giornalisti per raccontare i segreti di quello che può essere considerato il “suo” panino e la sua idea di “cibo felice”. Da un incontro tra salubrità e innovazione, lo chef che è anche un tecnico di ricerca biochimica, e che già aveva “preso per la gola” prima il pubblico del piccolo schermo e poi quello di Instagram (dove conta ben 234mila follower), ha dato vita a panini come Classic cecio, Cherry bomb e Tofungo, alcuni dei burger che “incarnano” alla perfezione la sua filosofia: “Happy food, happy life”. Che, per precisione, non prevede una dieta specificamente vegana.

Chef Bianchi, a settembre ha pubblicato il suo ultimo libro, “La mia cucina delle emozioni”, in cui esplora il legame tra ciò che mangiamo e gli effetti su stato d’animo ed energia. Qual è la sua ricetta della felicità ?

«La mia personale ricetta della felicità prevede sicuramente del pomodoro. Sia la salsa fatta al momento, che il sapore del pomodoro fresco o di quello essiccato. Da gustare da solo o nella pizza, oppure in un hamburger. Un piatto che adoro mangiare è la pasta integrale condita con i “tre pomodori”: concentrato, passata, e datterini. Sì, posso dire che il pomodoro è il mio comfort food».

Prima di indossare il cappello da chef era un tecnico di ricerca biochimica e lavorava nel campo oncologico, proprio al fianco di Umberto Veronesi. Dove si trova il nesso tra la sua formazione e la passione per la cucina?

«Lavorando con pazienti oncologici ho avuto modo di indagare le loro abitudini, così ho scoperto la correlazione tra gli alimenti e l’insorgenza di alcune patologie oncologiche. Nel 2007 sono uscite le prime ricerche e quasi di conseguenza ho iniziato ad appassionarmi di alimentazione, promuovendo un regime dietetico sano, che fosse quindi in grado di garantire anche un’azione di prevenzione».

Quali sono i cibi più “pericolosi?”

«La correlazione più alta è sicuramente quella legata al consumo massiccio di prodotti raffinati, grassi, soprattutto saturi, e zuccheri. In particolare, è dannosa una dieta povera di fibre, che invece sono contenute in frutta, verdura e cereali integrali. I dolci non sono il demonio, ma è importante mangiarli nelle giuste quantità. Fondamentale, poi, è fare attività fisica ogni giorno».

I panini di Flower burger rispecchiano la sua visione di “cibo felice”?

«Certo, anche perché sono pasti pensati per essere consumati in famiglia, l’attenzione per le materie prime è quindi essenziale. Ogni panino è frutto di una ricerca accurata, “grammo per grammo”, a cominciare proprio dal bun, il pane, che in questo caso viene realizzato a impasto con farina semintegrale. Le colorazioni, invece, sono rese da ingredienti come la spirulina, un’alga, la curcuma o l’estratto di ciliegia. Le svizzere vegetali sono frutto di una combinazione tra cereale e leguminosa, dunque piselli, ceci, riso o lenticchie, abbinati con verdure fresche, salse allo yogurt e formaggi vegetali di prima qualità. In pratica: la dieta mediterranea in un panino».

“Happy food, happy life” è il motto che sprona Marco Bianchi a scoprire gli ingredienti perfetti per avere sempre un buon equilibrio emotivo e fisico. Spesso, infatti, ci sentiamo preda delle emozioni, dello stress, della stanchezza e non sappiamo come uscirne. Marco ha concepito il suo nuovo libro “La mia cucina delle emozioni” (edito da Harper Collins) proprio per liberarci da questo senso di oppressione con l’aiuto del cibo e ha individuato 7 “categorie emotive” su cui lavorare per ritrovare la carica necessaria: gli affetti, l’energia, il buonumore, la creatività, il riposo, la concentrazione, il coraggio. Per ogni categoria ha ideato 10 ricette facili e gustose e scritto numerose schede di approfondimento scientifico sugli ingredienti utilizzati e sui nutrienti che li compongono, facendoci così scoprire dei preziosi alleati per la nostra salute.

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