Interruzione di gravidanza, in Romagna medici obiettori al 43%

BOLOGNA. Continua ad essere elevato il tasso di obiezione di coscienza tra ginecologi e anestesisti delle aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna. Una situazione che preoccupa Silvia Zamboni, consigliera regionale dei Verdi. I dati “sono allarmanti- afferma- ed evidenziano un altissimo numero di obiettori. All’Ausl di Piacenza il 77% dei ginecologi è obiettore, nell’Ausl di Ferrara il 69%, nell’azienda ospedaliero-universitaria di Parma il 62,5%, in quelle di Modena e Ferrara il 52,9%, al Policlinico di Bologna il 47,5%, nelle Ausl Romagna e a Parma in media il 43%”. Per quanto riguarda gli anestesisti, invece, “nell’Ausl di Piacenza il 61,5% è obiettore e nell’Ausl di Parma il 64,5%”. Per questo Zamboni chiede l’intervento della Giunta Bonaccini. “L’interruzione di gravidanza gratuita, medicalmente assistita e sicura, è un diritto che la Regione Emilia-Romagna è tenuta a garantire a tutte le donne che ne fanno richiesta- afferma la consigliera dei Verdi- garantendo il diritto di informazione e accesso ai dati sull’obiezione di coscienza del personale medico e non medico nelle strutture sanitarie del territorio”. Zamboni chiede quindi alla Giunta Bonaccini “se e come intenda garantire l’accesso ai dati sulla presenza di obiettori (ginecologi, anestesisti e personale non medico) disaggregati per ogni singola azienda sanitaria, struttura ospedaliera e consultorio familiare autorizzati a svolgere l’interruzione di gravidanza, prendendo come modello l’Ausl di Reggio Emilia, che rende già disponibili tali dati in forma disaggregata”.

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