Interdittiva antimafia: stop ai lavori al palasport di Ravenna

Un paio di settimane fa l’amministrazione aveva organizzato un incontro con la stampa per mostrare l’avanzamento dei lavori del nuovo palazzetto dello sport. La prospettiva era quella di finire il cantiere entro un anno e mezzo ma, aveva avvertito Michele De Pascale, solo in assenza di altri intoppi rispetto a quelli visti sinora. Pasqua ha riservato un’amara sorpresa al Comune di Ravenna: l’amministrazione ha ricevuto infatti la comunicazione riguardo un’interdittiva antimafia ricevuta dal Consorzio Research che sta facendo i lavori al palazzetto. A firmarla il prefetto di Salerno, Francesco Russo, che per tre anni e mezzo – fino al luglio 2018, quando è stato trasferito nella città campana – ha ricoperto lo stesso ruolo a Ravenna.

Il Comune, per fare opportuna chiarezza dopo le notizie di un un’indagine che a febbraio aveva coinvolto i vertici del consorzio aveva rinnovato all’inizio di marzo la complessa procedura di richiesta delle così detta informativa antimafia, rivolta alla prefettura competente per territorio facendosi da subito parte attiva, per quanto di sua competenza, nel voler ricevere chiarezza sulla situazione del consorzio.

Lo stesso Palazzo Merlato ricorda che «tale interdittiva segue quella che aveva coinvolto la precedente impresa esecutrice dei lavori (Passarelli) che aveva visto da parte del consorzio la sostituzione con Cear, ai fini della prosecuzione dei lavori. Sin qui tutti gli atti dell’amministrazione, di competenza dirigenziale, hanno avuto esito positivo di fronte ai tribunali amministrativi, a significare la correttezza dell’operato comunale». Research è la titolare del contratto di appalto del palazzetto mentre la Passarelli era la ditta che era stata da lei interessata per l’esecuzione. Dopo l’interdittiva di quest’ultima, come impresa esecutrice era stato interpellata da Research il Cear che era tornato a far correre il cantiere, almeno fino alla doccia fredda di ieri.

Conclude l’amministrazione: «Nel sottolineare la completa terzietà e ed estraneità del Comune di Ravenna dalle vicende che stanno colpendo l’appaltatore di una importantissima opera, fra l’altro per fatti che non coinvolgono il nostro territorio, si ribadisce che il Comune è certamente parte lesa in una vicenda legata alla realizzazione di una opera strategica nell’interesse di tutti di vederla presto realizzata». Il municipio aggiunge che da parte sua, «anche al fine di salvaguardare le risorse dei cittadini e le eventuali azioni risarcitorie dal parte degli appaltatori, nell’ambito degli appalti l’amministrazione non può che agire sulla scorta della formali atti adottati dagli organi superiori competenti in materia, cui si farà riferimento per le decisioni che riguardano il futuro della esecuzione dei lavori».

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