Insulti sul web dopo l’omicidio di Ilenia: la figlia querela

Vengono etichettate al pari degli assassini di Ilenia Fabbri, come fossero “complici” del suo omicidio. Insultate e denigrate, condannate al patibolo di Facebook dai “leoni da tastiera”, Arianna e Martina hanno sporto querela per diffamazione. La figlia della 46enne assassinata in casa lo scorso 6 febbraio e la fidanzata di Claudio Nanni, l’uomo accusato di avere assoldato il killer reo-confesso Pierluigi Barbieri per uccidere l’ex moglie, sono state travolte entrambe da decine e decine di messaggi sul social network. Oltre 50 quelli consegnati dall’avvocato Veronica Valeriani alla polizia di Stato, chiedendo di risalire alle identità di tutti quegli utenti che, spinti dall’enfasi mediatica attorno alla drammatica vicenda, hanno scritto sentenze, giudizi morali e volgarità contro le due donne, alla velocità di un clic.

Ergastolo”. La parola la si ripete su tre colonne nella bacheca di Nanni, seguita da un ulteriore commento: “A lui e alla figlia”. La “colpa” di Arianna – 21 anni appena e ritenuta completamente estranea al delitto – è quella di aver difeso il padre ancor prima del suo arresto, il 3 marzo, e aver dichiarato nelle fugaci interviste televisive di credere alla sua verità, al fatto che abbia pagato Barbieri per spaventare Ilenia e non per ucciderla. Basta questo per scatenare commenti tipo: “Merita il carcere per difendere il padre assassino”, o “non toglie il prosciutto dagli occhi”. I più sobri le dicono “ingenua”; altri commenti scadono nel disprezzare i suoi orientamenti sessuali.

Alla fidanzata di Nanni non è andata meglio. Complice forse l’intercettazione di una conversazione nella quale il compagno le accennava di certi messaggi Whatsapp cancellati, le si augura la stessa misura detentiva disposta per il meccanico 54enne. Le scrivono che “merita il carcere” perché “era solo assieme a un mostro” e “sapeva tutto”. Viene definita come una donna – si legge addirittura nei messaggi consegnati agli inquirenti – “complice di femminicidio”, assicurandole anche che “a breve ti ritroverai in una cella 4×4 e butteranno la chiave”. C’è poi chi si avventura in illazioni sulla sua presunta “agitazione sui social il giorno prima dell’omicidio”.

Non è il solo fronte sul quale la difesa della figlia di Ilenia si è attivata. È stata anche presentata un’istanza sulla successione, affinché un giudice solleciti Nanni – formalmente separato e non ancora divorziato, pertanto formalmente erede della 46enne al pari di Arianna – perché decida se accettare o rifiutare l’eredità. È un primo passaggio di natura civile per ottenere una sentenza del tribunale che dichiari “indegno” il 54enne, e lo escluda dal lascito della vittima.

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