Insulti e zero autorizzazioni: spopola il video di Zefe a Rimini

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Le bottiglie stappate con gli amici davanti al carcere di Novara. Inizia così il viaggio verso la Playa di Zefe, il rapper 19enne finito sulle pagine della cronaca per avere occupato, insieme a una cinquantina di giovanissimi, le carreggiate di viale Principe Amedeo e il piazzale della stazione di Rimini. Immagini che sono state riprese dalla cronaca locale, a partire dal Corriere Romagna, e che ora sono le protagoniste assolute della canzone di Zefe, nome d’arte di Kazir Siffedine. Non solo: nel video, che conta già mezzo milione di visualizzazioni su Youtube, Zefe rivendica l’occupazione degli spazi riminesi, mostrando le locandine e i titoli dei giornali a mo di trofeo.

Nessun regola

Il videoclip si apre con l’uscita di Zefe dal carcere di Novara, città in cui il ragazzo abita, simulando quindi la fine di una condanna. Da qui inizia il viaggio sulla Riviera, nel nome dell’indifferenza nei confronti delle regole e in aperto conflitto con la giustizia e le forze dell’ordine. Nel video Zefe raduna i suoi e insieme cominciano il viaggio in treno verso il riminese. Incuranti di tutto, il vagone del regionale diventa “casa loro”: c’è musica alta, i ragazzi ballano, qualcuno attacca una ciabatta alla corrente per giocare ai videogiochi e qualcuno si mette a fumare.

Zero autorizzazioni

Arrivati a Rimini i ragazzi scendono le scale della stazione gridando e girano alcune scene nel piazzale, ballando e sbracciandosi. Ovviamente, senza alcuna autorizzazione. In luglio le riprese erano state bloccate quando la carica dei ragazzi aveva bloccato il traffico nel centralissimo viale Principe Amedeo. Il video però non si ferma qui: spuntano uno scooter guidato sul marciapiede e poi portato fino in riva al mare e una piscinetta improvvisata alla fermata dell’autobus.

Ostentazione

Due sono i tempi ricorrenti nel video e nel testo della canzone: l’ostentazione dei soldi e lo scontro aperto con le forze dell’ordine. Nel videoclip i ragazzi si passano somme di denaro e tutti indossano vestiti e accessori griffati - o che imitano famose marche. Dall’altro lato, la polizia è oggetto di dito medio alzato e insulti nel testo della canzone; oltre alle locandine dei giornali, Zefe mostra anche le immagini della fuga dei suoi dalla polizia e il gruppo sbeffeggia una pattuglia di passaggio in stazione. Alcuni dei ragazzi - o, per dirlo in termini trap, alcuni della gang - indossano poi delle magliette sul viso come se fossero dei passamontagna. In occasione delle riprese non ci sono state querele, ma soltanto l’intervento per sgomberare viale Principe Amedeo.

I precedenti

Il trapper Zefe non è nuovo a scontri con le Forze dell’ordine: già in occasione di un raduno nel 2021 si era reso necessario un intervento, visto che il giovane si era fatto riprendere mentre, con il volto coperto da un passamontagna, brandiva un machete contro gli agenti per realizzare un videoclip. Neppure la Riviera è nuova a queste situazioni. Lo scorso anno, il trapper lombardo Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, si era reso protagonista insieme ai suoi fan delle scorribande che hanno devastato viale Martinelli a Riccione. Auto e vetrine distrutte e tanta paura per i passanti che sono valsi a Baby Gang il daspo urbano da diversi comuni del riminese. Più di recente, proprio sul tema sicurezza, il rapper Emis Killa è entrato in polemica con la Perla verde. Emis Killa ha infatti definito Riccione una città non sicura attraverso un tweet in cui paragona la Perla a Marsiglia e la definisce pericolosa già dalle 18.

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