Insulti a Gessica Notaro, odiatore da tastiera evita la condanna

Riversarono una pioggia di cattiverie su Gessica Notaro, la ragazza riminese sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato. Fanatici animalisti attaccarono su Facebook la giovane donna per un post nella quale lei si dichiarava dispiaciuta per la chiusura del delfinario. Commenti “bestiali” di persone sensibili alla sacrosanta battaglia per i diritti delle foche e dei delfini, ma del tutto indifferenti al calvario umano di Gessica. Per evitare una condanna per diffamazione, uno di loro, quello che la mandò a quel paese definendola «la donna ciclope», le ha scritto una lettera di scuse e ha fatto un’offerta di 300 euro al canile di Cesena. Erano le condizioni per ottenere il “perdono” e il conseguente ritiro della querela da parte della riminese, assistita dall’avvocato Alberto Alessi. Nei confronti dell’odiatore da tastiera il giudice, soddisfatte le richieste della parte offese, ha emesso una sentenza di non luogo a procedere.

Gessica Notaro, che lavorava al delfinario di Rimini come addestratrice, il giorno della chiusura forzata della struttura aveva pubblicato uno sfogo su Facebook per esprimere il proprio dispiacere per avere perso il lavoro e per il distacco dai suoi amici acquatici. Era l’estate 2017. Chiamando in causa la tragica vicenda dello sfregio, del gennaio dello stesso anno, in nome di un malinteso amore per gli animali, c’era chi l’aveva paragonata al suo aggressore, chi aveva apertamente preso le parti dell’ex fidanzato e chi, infine, l’aveva volgarmente offesa arrivando a definirla, appunto, «la donna ciclope». Una specie di Polifemo in gonnella, insomma, un mostro con un occhio solo.

L’imputato, un quarantottenne originario di Monza difeso dall’avvocato Marco Angelini, ha rischiato di essere il solo a pagare per tutte quelle parole fuori posto. Il suo non era stato il peggiore degli insulti apparsi sui social network, ma lui era stato l’unico utente a essere identificato compiutamente. Per mettere un freno alla spietatezza dei commenti i legali di Gessica avevano presentato la querela. La ragazza riminese ne aveva già ritirata un’altra nei confronti di una donna che si era pentita di avere esagerato e le aveva chiesto scusa in tono sincero.

A distanza di più di quattro anni dallo sfregio con l’acido, il calvario di Gessica non è ancora finito. Nei giorni scorsi si è sottoposta all’ennesimo intervento. «Ora sto bene, però, sono tutta fasciata e non riesco ad aprire la bocca», ha postato su Instagram. Riferendosi ai 36mila follower aggiunge: «Non c’è medicina migliore che sentirsi amati».

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