Gli insulti al mare Adriatico – “fogna, piena di escrementi” – e agli operatori turistici riminesi – “porci, arraffoni e fannulloni” – gli costano una condanna in sede penale e un risarcimento da 1.500 euro più le spese legali. «Le parolacce, l’odio, il disprezzo che trasuda quel commento mi hanno spinto a dire “basta”. Da riminese, ancora prima che da presidente degli albergatori, non ho potuto tollerarlo. Così, è partita la querela». Patrizia Rinaldis, nelle vesti di presidente di Federalberghi Rimini, aveva scelto di non “lasciar correre”. Assistita dall’avvocato Maurizio Ghinelli, per conto dell’associazione sindacale di categoria, aveva presentato querela contro l’autore di un commento a un post della pagina Facebook “Rimini Today” in cui il mare e la spiaggia di Rimini, oltre che gli operatori del turismo, venivano pesantemente insultati e screditati. Il commento risale all’agosto del 2019 e la condanna è arrivata.

«Se ne vedono tanti di post e di commenti che su Facebook sfregiano la nostra città, ma in quelle parole c’era un odio e un disprezzo fortissimo, indirizzato proprio alle persone che lavorano, agli operatori del turismo, oltre che a Rimini, al suo mare e alla sua spiaggia. E questo è intollerabile». Patrizia Rinaldis, spronata da una profonda indignazione, aveva spiegato così le ragioni che l’avevano spinta a querelare l’utente Facebook che aveva pensato di “dire la sua” sulle condizioni del mare, in occasione dei divieti di balneazione, e su chi lavora sulla riviera romagnola. “Mi riservo di agire anche in sede civile – ha detto Rinaldis dopo avere conosciuto l’esito della sentenza -. Non voglio rovinare nessuno ma almeno chieda scusa alla città”.

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Andrea Gnassi: “Ora rispettate il nostro mare”.

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