Insieme per Coriano: «Condanna Spinelli, replica da bar Sport»

“Insieme per Coriano” torna sulla questione della condanna della sindaca Spinelli e della Giunta per danno erariale e va all’attacco, evidenziando che «la toppa è peggio del buco, perché si cerca di spostare l’attenzione e sottrarsi responsabilità». Il gruppo di minoranza non ci sta e ribatte che «a inizio legislatura sono stati usati dalla Giunta soldi pubblici per un interesse privato, ossia per una querela della sindaca nei confronti di un cittadino». Ma ripercorriamo i fatti. I consiglieri dicono di aver richiesto gli «atti ed inviato un esposto alla Corte dei Conti per un presunto danno erariale di 2mila euro nel marzo 2018». Ed aggiungono di aver chiesto al Comune, «nell’aprile scorso, il fascicolo completo relativo all’esposto, ricevendolo solo qualche giorno fa». La sindaca ha replicato dicendo che le offese ricevute da un cittadino sui social erano connesse al «suo ruolo istituzionale» e di aver agito «in delibera con l’avvallo del segretario comunale», sottolineando infine che i soldi erano stati restituiti di tasca propria dai membri della Giunta e che la causa per diffamazione sta andando avanti. Ma il gruppo ora rincara la dose, definendo la «replica distorsiva e fuorviante, anzi da bar Sport, perché cerca di distrarre e di sottrarsi dallo spiegare perché, se così forti della correttezza delle loro azioni, hanno accettato di soccombere con la Corte dei Conti e prendersi l’onta del danno erariale, la più grossa per un bravo amministratore». Poi la stoccata finale: «La condanna della Corte dei Conti, con l’accettazione del risarcimento del danno di 1970 euro per le spese legali indebitamente fatte ricadere sulle casse comunali e 549,45 euro per spese e bolli d’ufficio, ha stabilito che la querela attiene solo al privato di Spinelli. Il resto sono chiacchiere». E concludono: «Di interesse pubblico resta solo la conferma che questi amministratori non conoscono il confine fra ciò che compete alla carica Istituzionale e cosa invece è della sfera privata».

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