Sono sospettate di avere messo in atto un sabotaggio ai danni dell’azienda alimentare per la quale lavoravano. Ventiquattro operaie cinesi, accusate a vario titolo di adulterazione di cibi, furto di piatti pronti, succhi di frutta, verdure e turbativa dell’esercizio dell’industria e del commercio, sono state rinviate a giudizio ieri dal Gip del Tribunale di Rimini Adriana Cosenza. Nelle insalate in busta, destinate ai migliori supermercati, le dipendente infedeli avrebbero deliberatamente inserito le peggiori schifezze: schegge di legno, pezzi di plastica, di cartone e di metallo, fili di ferro, biglie, mozziconi di sigaretta, ciocche di capelli, ma anche animaletti come lumache, cavallette, falene, rane, tagliaforbici, bruchi, coleotteri, gechi, ragni, vermi e millepiedi. Un atteggiamento che, nelle intenzioni delle lavoratrici ribelli, avrebbe dovuto danneggiare l’incolpevole azienda del Riminese per la quale lavoravano. Le condotte contestate vanno dal marzo 2015 al 9 dicembre 2016.

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