Il recovery fund è «un’opportunità unica per il futuro della Romagna». Lo sottolinea Lia Montalti, consigliere regionale del Pd, che però rimarca la necessità di puntare sui progetti giusti per ottenere gli enormi finanziamenti messi a disposizione dell’Unione Europea. Lei qualche idea chiara ce l’ha. A partire dalla nascita sul territorio romagnolo di «un distretto delle energie pulite». Altri due interventi chiave che indica sono «la digitalizzazione» e «l’alta velocità ferroviaria». Insomma, il concetto chiave è innovazione, da declinare in un’ottica green.

La consigliera regionale di Cesena, che proprio su Europa e ambiente ha sempre imperniato la sua azione politica, porta il proprio contributo al dibattito su un tema che sarà determinante per il futuro. Lo fa, raccogliendo anche gli stimoli lanciati in proposito da Marcello Borghetti, segretario della Uil di Cesena, e la Confartigianato locale, pubblicati ieri sul “Corriere”. Con un avvertimento preliminare: «È finita l’epoca in cui fare investimenti significava realizzare infrastrutture in vecchio stile, con mega-appalti per opere faraoniche, basate su cemento e asfalto a volontà. Anche perché sono altre le linee di sviluppo su cui ha deciso di puntare l’Europa, che ha definito le priorità da perseguire attraverso il recovery fund. Priorità che vanno in una direzione diversa e nuova». Quindi nella predisposizione dei progetti, compresi quelli che interessano direttamente il territorio romagnolo, se ne dovrà tenere conto.

«Passata la tornata elettorale – suona la carica Lia Montalti – è tempo di concentrare tutte le forze e le energie sulla realizzazione del Pnrr, ossia il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che definirà le modalità con cui intendiamo investire i 209 miliardi di euro previsti per l’Italia dal recovery fund. È la partita più importante che si gioca il nostro Paese e proprio in questi giorni il Governo ha presentato le linee guida del Piano al Parlamento, prima dell’invio, entro metà ottobre, alla Commissione europea. Per la prima volta la Ue ha messo in campo un debito comune europeo e risorse ingenti, che in passato mai erano state stanziate, per fare ripartire il lavoro e l’economia. Ci troviamo ad un punto di svolta: il recovery fund può dare vita ad una stagione di rinascita del nostro Paese, e quindi anche della nostra Regione e della Romagna. Ma solo se saremo in grado di pianificare politiche ed interventi con una visione di ampio respiro, pensando davvero al futuro e non con lo sguardo rivolto al ’900».

Dopo avere ricordato che «le parole chiave del recovery plan sono svolta verde, digitale e coesione sociale», Montalti spiega che «come Regione Emilia-Romagna stiamo chiedendo con forza al Governo di coinvolgere, sin dalla fase di pianificazione i territori locali. E la Romagna deve essere protagonista».

Come? Per la consigliere regionale «le risorse vanno utilizzate per completare gli investimenti che da troppo tempo sono rimasti incompiuti, come il Lotto zero della Secante, ma ancor più importante sarà riuscire a mettere in campo dei progetti che ci garantiscano crescita e occupazione nei decenni a venire. E allora dobbiamo puntare alla realizzazione di una stazione dell’alta velocità della Romagna, così come a un rafforzamento del sistema ferroviario, potenziandone l’intermodalità con il trasporto pubblico e con la nuova mobilità elettrica. Inoltre, la Romagna può avere anche l’ambizione di candidarsi come distretto dell’energia green a livello nazionale. Possiamo diventare il territorio dove compiere la transizione verso un sistema energetico sostenibile ad emissioni zero». Sarebbe una scelta saggia, anche perché ben il 37% dei soldi del recovery fund sarà destinato alla green economy e all’ambiente.

L’altra priorità su cui insiste Montalti è il digitale: «Oltre a completare e migliorare le nostre infrastrutture digitali, possiamo cogliere l’opportunità della realizzazione del nuovo ospedale di Cesena, per sostenere e stimolare i progetti tra università, mondo della ricerca e imprese locali, diventando il territorio in cui il digitale si coniuga alla medicina, un settore che sarà trainante nei prossimi decenni».

L’attenzione di tutti è concentrata sul recovery fund, ma Lia Montalti ricorda che nei prossimi mesi ci sarà anche un’altra sfida da affrontare: il percorso per elaborare la nuova programmazione dei fondi strutturali europei.

«Avremo più di 2 miliardi e mezzo per l’Emilia-Romagna – spiega la consigliera regionale – e anche qui servirà una programmazione ben fatta, identificando le priorità dei territori, gli investimenti, i progetti su cui puntare nei prossimi 7 anni».

Questa è una partita su cui la giunta Bonaccini e l’Assemblea regionale saranno ancor più protagonisti diretti, visto che per il recovery fund la regia resterà comunque nazionale, pur con gli importanti input che arriveranno dalle Regioni.

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