Innovativo strumento per il reparto di Oncologia dell’ospedale di Lugo

LUGO. Cerimonia di consegna ieri mattina dell’ecotomografo “Canon Aplio 300” all’equipe di Oncologia dell’ospedale di Lugo. Diretto da Claudio Dazzi, il reparto può contare su 14 posti, ripartiti in quattro stanze, di day hospital, per visite, diagnostica e trattamenti chemioterapici.
L’iniziativa è stata frutto di un lavoro di squadra tra Istituto oncologico romagnolo, Ausl e altre importanti realtà tra cui Bcc Ravennate, Forlivese ed Imolese, Pedale Bianconero, Associazione Sagra del Tortellone Sanpatriziese.

Hanno presenziato alla cerimonia il vicepresidente Ior Rositano Tarlazzi, Fabrizio Miserocchi, direttore Ior, Luciano Ricci del Pedale Bianconero, Emanuela Bacchilega della Bcc, Oronzo Parolisi della Sagra di S.Patrizio, Claudio Dazzi e Vincenzo Salerno del reparto Oncologia dell’“Umberto I”, Paolo Fusaroli, responsabile della direzione medica dell’ospedale.

All’avanguardia

«È uno strumento molto aggiornato, del costo di 42.700 euro, in sostituzione del precedente di 15 anni fa in grado di fornire immagini molto chiare – ha detto Dazzi –. E’ una dotazione all’avanguardia, già in uso da inizio anno, permettendo diagnosi sempre più precoci e precise, per neoplasie sempre più curabili per i cittadini-pazienti. Ci consente di agevolare e predisporre le relative terapie, di valutare le lesioni non solo alla mammella ma anche linfonodali, tiroidee, epatiche e a carico dei tessuti molli. Con l’ecografo possiamo anche seguire l’andamento di queste lesioni durante il trattamento medico, per capire se la direzione intrapresa sia quella giusta e magari evitare un eccesso di esami più approfonditi, come Tac e Pet».

Nitidezza delle immagini

Viene utilizzato anche nella fase interventistica, «come guida in alcune manovre quali paracentesi e toracentesi – ha sottolineato ancora Dazzi –, manovre che senza l’utilizzo dell’ecografo vedono il rischio di pneumotorace aumentare di circa il 20%. Infine, la strumentazione ci serve anche nel trattamento di alcune lesioni benigne. L’ecografo si distingue per la nitidezza dell’immagine, aiutandoci così in maniera importante sia in fase diagnostica che interventistica. Merito di aver dotato il reparto di questa attrezzatura va allo Ior, sempre al nostro fianco, capofila in tantissime iniziative solidali».

Il volontariato

Dello stesso tenore le parole di Fusaroli, che ha dichiarato in proposito: «È una testimonianza del valore del volontariato, capace di donare strumenti fondamentali ad un ospedale periferico come l’Umberto I°, a dimostrazione che gli ospedali di prossimità devono essere messi in condizione di offrire assistenza e cura alla propria collettività».
Parole gradite a Miserocchi: «Lo Ior è un contenitore di volontariato per dare concretezza al valore-salute di una collettività». Tarlazzi ha aggiunto: «Lo Ior dal 1980 è sempre in movimento come una grande famiglia».

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