“Influenza o Covid?” facciamo attenzione ai sintomi

Covid e influenza sono ombre sulle prossime festività natalizie. La convivenza con il virus che dura da due anni e soprattutto l’esplosione dell’epidemia influenzale richiedono attenzione se non si vuole rischiare di passare le festività non a tavola o con amici, ma a letto con la malattia.

Dottor Vincenzo Immordino, medico “sentinella” di Medicina generale dell’Ausl, com’è la situazione attuale?

«C’è una grande epidemia di influenza, che colpisce specialmente le fasce più giovani della popolazione, ma anche i 40-50enni , anzi negli ultimi dieci giorni, siccome tengo conto come medico sentinella dei casi in base alle fasce d’età, ho notato che ci sono molti più casi nella fascia d’età dai 30 ai 50 anni. Forti influenze, complicate da focolai bronco pneumonici in soggetti sani che poi necessitano di terapia antibiotica. Di solito le complicanze ci sono dopo il 5-6 giorni dall’influenza».

C’è differenza tra i sintomi da Covid o quelli dell’influenza?

«Molti sintomi sono sovrapponibili, però generalmente, il Covid esordisce di solito con mal di gola, febbre meno elevata, 37-37,5, mentre l’influenza ha un esordio più brusco, perché viene di colpo un gran mal di testa, molti dolori muscolari, e febbre elevata, sui 39 gradi per più giorni. Quindi temperature più alte, accompagnate da cefalee e mialgie. Poi è chiaro che ci sono casi in cui i sintomi si assomigliano. Ci sono pazienti che chiamano per la febbre alta e la cefalea, fanno il tampone ed è negativo, viceversa pazienti con poca febbre fanno il tampone e sono positivi».

Come si sviluppa poi la malattia

«La febbre nel paziente con l’influenza rimane molto elevata per più giorni, scarsamente responsiva ad antinfiammatori e antipiretici. Con Covid e influenza può essere presente una tosse secca, sintomi che accomuna i due virus, così come problemi gastrointestinali, dolori addominali».

È più contagioso stare vicino a una persona col Covid o l’influenza?

«Sarebbe meglio non stare vicino a nessuno dei due, diciamo che in questo momento mediamente, l’influenza è abbastanza pesante, quanto, se non più pesante, del Covid per soggetti sani. Nei soggetti sani che abbiano fatto vaccini per il Covid o che lo abbiano già preso, in questo momento l’influenza è più pesante di una possibile reinfezione da Covid».

Quando dobbiamo iniziare a stare lontani dagli altri, a isolarci dagli altri, visto che la stagione porta ad avere raffreddori?

«Sicuramente il raffreddore può essere comune con il tempo che c’è, però una tosse persistente, associata a mal di gola o febbre deve indurre comunque sempre a fare un tampone. Se anche fosse negativo, meglio non stare a contatto con gli altri e utilizzare la mascherina. Le mascherine hanno funzionato tantissimo per l’influenza, basta vedere negli ultimi due anni il calo dei casi. Adesso il loro minor utilizzo sta favorendo l’influenza».

Andiamo verso il periodo delle feste natalizie e dei grandi assembramenti. Come comportarsi?

«Il consiglio è, di fronte a importanti sintomi respiratori, di non partecipare alle feste. Anche attaccare un’influenza ai familiari non è piacevole. Auto isolarsi, anche se uno poi non ha il Covid. Rinunciare non è facile, lo so. Chiaro che le feste sono momento di riunione, di condivisione, abbracci e baci, mangiare insieme, sono tutti momenti che favoriscono una circolazione del virus se qualcuno è affetto a suo insaputa».

Il picco quando arriverà?

«Subito dopo il Natale o il Capodanno. Prevedo un inizio d’anno col botto, poi magari il picco si esaurirà prima. C’è da dire che l’epidemia è arrivata in anticipo, già in questi giorni abbiamo avuto numerosi casi. La scorsa settimana solo io ho avuto 35-40 casi di influenza: moltiplicate per 100 medici a Forlì, siamo a 3.500 malati, che sono un 3 per cento della popolazione. Adesso vedo che negli ultimi tempi chi ha diritto alla vaccinazione gratuita sta chiamando per farla, prevedo entro questa settimana di concludere la vaccinazione antinfluenzale, anche perché terminano i vaccini».

Precauzioni per le feste?

«Al di là del momento in cui ci si trova per le feste, se ci sono altre occasioni di frequentare ambienti affollati, ad esempio per andare a fare la spesa o salire in autobus, insomma quando ci si trova con degli sconosciuti, usare la mascherina serve almeno a ridurre il rischio di contagi nei momenti non conviviali, quando si è a stretto contatto con persone che potrebbero essere infette. Non a tavola con gli amici, però prudenza nelle altre occasioni in cui è consigliato l’uso della mascherina, che è abbastanza utile verso il Covid, estremamente utile verso l’influenza. Così come le precauzioni solite: disinfezione delle mani col gel, attenzione agli starnuti».

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