Infezioni trasmesse sessualmente:alta diffusione dagli asintomatici

Se ne parla poco, anzi pochissimo, eppure si diffondono costantemente, spesso senza che ce ne accorgiamo e possono riguardare chiunque, o meglio chiunque abbia dei rapporti sessuali, di qualunque tipo, non protetti. Si tratta delle infezioni a trasmissione sessuale: «Vengono attualmente definite infezioni piuttosto che malattie – spiega il dottor Francesco Cristini, Direttore U.O. di Malattie Infettive degli Ospedali di Forlì e Cesena – perché spesso sono asintomatiche o danno sintomi solo lievi, e ciò contribuisce alla loro diffusione».

Sebbene negli ultimi anni sia stata fatta tanta prevenzione, sono ancora molti i casi di persone che contraggono un’infezione trasmessa sessualmente: «Ogni giorno nel mondo si infetta – continua lo specialista – circa un milione di persone e si calcola che il 50% di tutti i casi riguardi la fascia di età 15-24. Si tratta quindi di un problema che ha ripercussioni cliniche e sociali molto serie, soprattutto sui giovanissimi».

Le infezioni a trasmissione sessuale rappresentano un vasto gruppo di condizioni cliniche: «Si possono distinguere quelle che colpiscono gli organi genitali e quelle definite sistemiche, come l’HIV e le diverse forme di epatite e sono sostenute da numerosi patogeni, come batteri virus e parassiti».

Per quanto riguarda le infezioni genitali, le patologie più diffuse sono la sifilide e le infezioni da clamidia e gonococco (di origine batterica) e la tricomoniasi (un parassita). La diffusione a livello globale dei diversi patogeni è diversa in termini di incidenza, essendo molto variabili le condizioni socio-economiche e sanitarie nei diversi paesi del mondo, così come sono diversi il livello di informazione della popolazione su tali patologie e l’accesso alle cure. Tutti elementi che condizionano la diffusione di tali patologie».

Quando un’infezione batterica a trasmissione sessuale diventa sintomatica, presenta solitamente sintomi a carico degli organi genitali e delle vie urinarie: «In particolar modo, secrezioni, ulcerazioni e bruciore/dolore i sintomi più frequenti, ma l’esito peggiore può manifestarsi tardivamente quando un’infezione non viene diagnosticata e curata in tempo, con esito in infertilità femminile e maschile».

Tra le forme virali più diffuse di infezione genitale vi è l’Herpes simplex, quasi sempre molto sintomatica e che trova beneficio nella terapia virale: «Il problema di tale infezione è che tende a recidivare nel tempo in quanto le infezioni erpetiche possono essere curate ma non vengono eradicate. Altro elemento molto importante è che la presenza di lesioni genitali causate da una infezione a trasmissione sessuale aumenta la contagiosità anche per HIV, in un rapporto fra patogeni di tipo sinergico».

Da non sottovalutare inoltre il Papillomavirus (HPV): «L’infezione genitale da parte di questo virus è estremamente diffusa, si calcola che nel mondo 290 milioni di persone siano infette. Quasi sempre asintomatico il HPV può talvolta causare lesioni condilomatose genitali, molto fastidiose, che vengono trattate con beneficio con terapie locali. Il problema fondamentale è che le infezioni da HPV possono incrementare il rischio di sviluppare successivamente il cancro del collo dell’utero e del canale anale. Vi sono infatti sierotipi specifici di HPV che sono associati a tali patologie, ed è questo il motivo per cui sono anni che esiste un vaccino molto efficace che ha l’obiettivo di prevenire tali tumori, che viene somministrato nei giovanissimi a partire dall’età di 12 anni. In tema di prevenzione del cancro del collo dell’utero e del canale anale è prevista l’esecuzione dello screening mediante pap test, il cui obiettivo è di intercettare lesioni precancerose in fase presintomatica, al fine di evitare forme avanzate di tumore con esito infausto. Le donne e gli uomini che fanno sesso con uomini sono il target di questo screening».

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