Indagine di Confartigianato: nel 2020 l’Italia penultima in Europa per tasso di occupazione di donne e Under 30

L’Italia ha accumulato un ritardo strutturale sui segmenti del mercato del lavoro composti da giovani e donne che la pandemia ha aggravato. L’analisi dell’ufficio studi di Confartigianato evidenzia che, nel 2020, il nostro Paese si è piazzato al penultimo posto in Europa sia per tasso di occupazione delle donne sia per quello dei giovani under 30.

Spiegano i vertici di Confartigianato di Forlì: “Dopo cinque anni di attenuazione, torna a salire la quota di giovani tra 15 e 29 anni che non sono occupati né impegnati in percorso di istruzione o attività formativa che si attesta al 23,3%, quasi dieci punti superiore al 13,7% della media europea: l’Italia è il paese dell’Unione con il valore più elevato di questo indicatore. La quota di giovani under 30 che studiano – o sono in formazione – e che lavorano è pari al 3,8% del totale ed è sensibilmente inferiore rispetto alla media del 13,5%. In particolare, la Germania – che ha un modello di lunga tradizione di formazione duale che alterna scuola e lavoro – evidenzia una quota del 24,7%, che tocca il massimo del 34% per i giovani tra 20 e 24 anni mentre il Italia la quota sale di poco attestandosi sul 4,2%.”

I dati chiariscono l’importanza dell’apprendistato come canale di ingresso per i giovani nel mercato del lavoro. Nel corso del 2020 questa tipologia contrattuale ha registrato segnali di tenuta, con il minor saldo negativo tra le forme contrattuali diverse dal lavoro a tempo indeterminato. Altro spunto positivo proviene dalle trasformazioni di rapporto di lavoro: lo scorso anno sono saliti del 9% le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo, in netta controtendenza rispetto a quelle a tempo determinato, che crollano del 22%. “La maggiore diffusione dell’apprendistato nelle imprese artigiane si conferma anche nel difficile contesto della crisi pandemica: il 9,5% delle assunzioni delle imprese artigiane sono previste con contratto di apprendistato, a fronte di una media del 6,8%.” Per lo sviluppo delle competenze, sempre più rilevanti per il mercato del lavoro giovanile, sono essenziali le esperienze formative oltre che quelle lavorative. In questo ambito l’Italia ha una rilevante patrimonio di istruzione tecnico-professionale con una diffusa rete di 3.858 scuole tecnico-professionali. Tuttavia, secondo gli ultimi dati disponibili, si registra una spesa pubblica per l’istruzione, dal livello primaria al livello terziario, del 3,9% del PIL, inferiore di 1,1 punti percentuali rispetto alla media dell’OCSE.

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