CESENA. A fuoco l’azienda Campomaggi Caterina Lucchi. Un impero della moda conosciuto a livello internazionale quello che è stato quasi cancellato totalmente da fiamme altissime ed inarrestabili: per spegnere completamente le quali i vigili del fuoco dovranno lavorare per molti giorni.

In prima serata l’allarme

Il fuoco si è levato alto attorno alle 19.20 di ieri. Subito visibile dalle case vicine agli stabilimenti che si trovano tra San Carlo e Borello: sulla vecchia Umbro Casentinese per chi proviene da Cesena in direzione Valle Savio.
A dare l’allarme sono stati i residenti più vicini allo stabilimento ed in contemporanea quanti transitavano dalla E45 che vedevano le fiamme altissime levarsi senza controllo.
I primi testimoni hanno indicato che le fiamme potrebbero essersi alzate dalla zona del magazzino. Di certo si sono mosse velocemente sia in direzione dello “store”, che degli uffici che del nuovo stabilimento di produzione di borse ed accessori in pelle: unico ad essersi salvato dalla distruzione.

Soccorsi difficili

I soccorsi sono stati massicci ma hanno anche incontrato molte difficoltà. La prima, sia per i vigili del fuoco accorsi con una decina di mezzi da tutta la provincia, è stata quella di raggiungere l’incendio. La strada vecchia non è particolarmente agevole per i mezzi pesanti dei pompieri. La E45 in direzione Roma viaggia solo su una carreggiata causa lavori. Quindi anche a sirene spiegare il 115 non è potuto arrivare sul posto in forze prima di una ventina di minuti.
Di fronte al disastro si sono trovati anche gli uomini del Commissariato di polizia che indagano sull’accaduto, e che insieme ala polizia locale ed ai carabinieri hanno dovuto procedere con determinazione anche a ripristinare la sicurezza nella viabilità.

Curiosi in lite

Ben presto infatti l’area si è riempita di curiosi, con le stradine più vicine ai capannoni ed al fuoco intasate talmente di auto di curiosi che hanno anche rischiato incidenti tra loro. C’è persino chi ha litigato per aver rischiato di sbattere nel conquistare un posto in prima fila davanti alla tragedia che intanto consumava i marchi di moda cesenati.

Malore

Sul posto anche le ambulanze, prima che la vecchi Umbro Casentinese venisse bloccata al traffico e la E45 andasse i tilt.
In prima battuta la preoccupazione di tutti era quella che dentro all’incendio potessero esserci rimaste intrappolate delle persone. Cosa che è stata esclusa completamente col passare del tempo.
Colto da malore e medicato dal 118 Marco Campomaggi: che condivide tutti i marchi del gruppo assieme alla moglie Caterina Lucchi.
I sanitari del 118 hanno dovuto prendersi carico di lui a più riprese ma senza portarlo in ospedale. E’ stato ad osservare la tragedia economica che si consumava; in un misto tra dolore ed incredulità.

L’incendio

Le fiamme, come detto, potrebbero essersi sviluppate in una parte di collegamento dell’azienda che funge anche da magazzino di stoccaggio. Di certo hanno divorato il magazzino in direzione degli uffici ed hanno avvicinato quasi subito anche il negozio per la vendita diretta dei prodotti. I vigili del fuoco si sono concentrati subito nel cercare di salvare la parte di edificio più vicina alla produzione ed al blocco aziendale di più recente costruzione.

Una situazione non semplice come di non semplice reperibilità per i pompieri c’era l’acqua.
I tubi degli idranti più vicini all’incendio erano infatti vuoti e bloccati a causa di lavori in corso nei sottoservizi.
Così per arrivare a rifornire le tante cisterne d’acqua che servivano, a turno i pompieri dovevano scendere in direzione di via Fiume a Borello dove c’era attivo il punto di approvvigionamento più vicino.
Nel giro di un paio d’ore stavano iniziando ad andare in esaurimento anche le bombole d’ossigeno a disposizione del persona dei vigili del fuco. Per le stesse e per i pompieri arrivati per primi serviva ricambio ed in tal senso i soccorsi sono arrivati anche da fuori provincia (Rimini) per un incendio che dovrà essere controllato per giorni e giorni prima di poterlo dichiarare spento.

Danni milionari

Attorno alle 22 la puzza di fumo era arrivata anche in centro storico a Cesena. A tutti i residenti della zona attorno al rogo era stato raccomandato di chiudersi in casa senza aprire le finestre.
I danni sono enormi. Un numero di milioni di euro ancora non calcolabile. A fuoco sarebbe andato anche il magazzino dove era pronta la nuova collezione (quelle vecchie di solito esauriscono nel mese di dicembre ed il lancio delle nuove era atteso a giorni).
Produzione e rifornimenti fermi. Aree destinate a stoccaggio e vendita andate distrutte in maniera pressoché totale.
Non ci sono possibilità concrete per ora di circoscrivere le cause dell’incendio.
I tecnici dei vigili del fuoco non potranno lavorare su questa fase prima del completo spegnimento. Per ora la tesi più battuta è quella accidentale. Un corto circuito partito nella zona del magazzino in un momento in cui gli uffici (dove tra amministrativi e commerciali lavorano circa un centinaio di dipendenti) erano ormai deserti.

Sindaco e vice sul posto

Questo personale non ha più un luogo fisico dove lavorare da ieri sera.
La parte di stabilimento nuova, quella dove c’è la produzione, è stata soltanto marginalmente interessata dalle fiamme. Anche questa però dovrà necessariamente fermarsi fino al termine delle operazioni di spegnimento visibili anche in video al sito internet “corriereromagna.it”.
Tra i primi ad arrivare sul luogo del rogo ci sono stati il sindaco Enzo Lattuca ed il suo vice Christian Castorri.
Appreso che le fiamme non avevano fatto vittime il sindaco ha poi brevemente commentato: «Non possiamo che esprimere solidarietà e vicinanza all’azienda, ai dipendenti ed ai titolarti della stessa. Ed a lavori ancora in corso d’opera ci tengo già a ringraziare tanto i vigili del fuoco e le forze dell’ordine che stanno facendo tutto il possibile per contenere i danni del fuoco».

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