Incendio Faenza, diossina oltre i limiti in un campo di erba medica

Incendio Faenza, diossina oltre i limiti in un campo di erba medica
L'incendio al magazzino di Faenza (foto mmph)

FAENZA. Dopo l’incendio alla Lotras Syistem, in riferimento alle analisi su aria, acqua e alimenti, mancavano solo gli esiti sui prodotti commestibili, esposti alla diossina. Il rapporto finale dell’Ausl è arrivato ieri, all’interno di un dossier riassuntivo delle conseguenze inquinanti e tossiche del rogo.

Solo un caso
Le analisi sulla presenza di diossina negli alimenti hanno rilevato un solo un caso di erba medica, già falciata, al di sopra dei parametri minimi fissati, in un campo nei pressi del magazzino andato a fuoco. L’erba, destinata all’alimentazione animale, è stata posta sotto vincolo alimentare. Sulle altre matrici vegetali (frutta, ortaggi) e animali (latte e derivati, uova, allevamenti) i campioni prelevati sono risultati con una presenza di diossine/furani senza sostanziali differenze rispetto ai campioni di riferimento precedenti comunque al di sotto delle soglie minime stabilite. Il foraggio contaminato è attinente a uno dei due campioni di erba medica prelevati, e si trovava immediatamente a ridosso dell’area di incendio.

Le albicocche
Nella stessa zona una piantagione di albicocche a circa 500 metri è risultata al di sotto della soglia e ciò rassicura sul fatto che non vi siano state ricadute estese. Fondamentali gli effetti della diluizione in atmosfera. Come si ricorderà anche il monitoraggio sulle condizioni dell’aria (presenza di metalli, Benzo/Pirene e diossine/furani) aveva dato esiti rassicuranti nei rilevamenti effettuati da Apae. Nei due campionatori, posizionati in base alle indicazioni fornite dal Simc (Servizio idro meteo clima di Arpae), in via Corbari e a Forlì in via Carpegna sono stati riscontrati valori contenuti nei limiti stabiliti dalle normative per la qualità dell’aria. Le concentrazioni di diossine nell’aria sono invece risultate non particolarmente elevate, se confrontate con quelle di eventi analoghi. Il picco si è avuto dalle ore 8 del 10 agosto alle ore 8 dell’11 (1,319 picogrammi Who Te/m3) e successivamente in diminuzione fino a rientrare definitivamente il 14 agosto nei valori tipici delle aree urbane.

I campioni analizzati
Il monitoraggio sugli alimenti ha riguardato 23 campioni vegetali e 8 animali curati dal dipartimento di Sanità pubblica. Tutti i campioni sono stati poi inviati al laboratorio dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna a Bologna per la ricerca e la quantificazione degli inquinanti ascrivibili all’incendio. Per quanto riguarda i metalli pesanti, in tutti i campioni alimentari la concentrazione è risultata inferiore alla quantità massima tollerata senza sostanziali differenze tra quelli esaminati prima, durante e dopo l’incendio. In merito a diossine/furani è risultata appunto positiva solo quella partita di erba medica a ridosso del magazzino andato in fiamme.

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