Dopo la riapertura delle discoteche per completare l’offerta della riviera mancano all’appello le feste e il ballo in spiaggia. Compaiono qua e là i primi concerti dal vivo in riva al mare, i calendari degli eventi vanno componendosi anche se le linee guida impongono restrizioni e regole su distanziamento e capienza. A giorni, fa sapere l’assessore regionale al turismo Andrea Corsini, cambierà l’ordinanza balneare proprio per consentire feste e ballo in spiaggia, di fatto verrà a cadere il divieto sul ballo, come è già avvenuto per altri luoghi all’aperto. L’ordinanza uscita alla fine di maggio, pochi giorni prima della riapertura delle spiagge e degli stabilimenti balneari contiene una serie di misure di mitigazione del rischio Covid 19 e quindi vieta «intrattenimenti danzanti e gli eventi musicali di qualsiasi genere, con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale. É inoltre vietata qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti ad esempio: ballo, happy hours, degustazioni a buffet, con conseguente divieto di pubblicità in qualsiasi forma che promuova attività a favorire raggruppamenti e assembramenti».

Il via libera


Nonostante le polemiche sulla movida nei lidi di un po’ tutta la Romagna, dopo il timore degli assembramenti, appare sempre più chiara la volontà della Regione di aiutare la stagione turistica 2020, e in specie quella balneare nata con difficoltà e tante limitazioni. Da metà giugno il ballo all’aperto per discoteche e locali, sagre, cerimonie, manifestazioni, tutto è ripreso fra limitazioni e regole difficili da rispettare, come i 2 metri di distanza per il ballo, il metro di distanza fra persone, le consumazioni al tavolo, il monitoraggio degli accessi. Intanto nei lidi si aspetta di capire cosa avverrà.

La “promessa”


«Le discoteche arricchiscono moltissimo la nostra offerta turistica. Bisogna dare il giusto peso alle nostre eccellenze, e tra le nostre eccellenze ci sono anche le discoteche». Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini, ci tiene a ricordare il ruolo e il “peso” dei locali da ballo, dei luoghi patria e simbolo del divertimento in riviera. E proprio per metterne in evidenza l’importanza, venerdì scorso si è confrontato con il presidente della Regione, Stefano Bonaccini. «Gli abbiamo fatto presente quanto sia difficile coniugare il divertimento e la discoteca con le norme sul distanziamento, quanto questo vada a snaturare completamente la nostra offerta» riferisce infatti Indino. «Il presidente Bonaccini, come anche l’assessore al Turismo, Andrea Corsini, ha dimostrato di prestare molta attenzione alla problematica – continua Indino – e quindi, sebbene abbia specificato che ogni passo in avanti è sempre condizionato dalla situazione sanitaria, ha affermato che nel caso in cui l’indice di contagio si mantenesse basso e fosse dimostrato che il Covid ha perso virulenza, ci si potrà iniziare a muovere nella direzione della normalizzazione». Normalizzazione che, secondo quanto riportato da Indino, andrebbe a investire «tutta l’economia». «Noi ne saremmo molto felici», dice Indino, immaginando un ritorno alla normalità non solo per le discoteche, ma per buona parte delle attività commerciali, poiché «se non riparte l’economia muore il Paese». Eppure, come non manca di sottolineare il presidente della Confcommercio, «manca una presa di posizione del Governo». «Noi alla salute ci teniamo – puntualizza – e siamo pronti a continuare a rispettare tutte le regole, ma ci aspettiamo che decisioni in merito, nella direzione delle aperture, vengano prese anche dal governo centrale».

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