In Italia la burocrazia frena il solare

Il fascino dell’autonomia energetica fatta in casa. Il contraccolpo delle super bollette dovute al caro energia. La possibilità di percorrere un cammino green ed essere parte attiva della transizione energetica. Il boom del fotovoltaico in Italia è sicuramente una delle conseguenze della battaglia del gas. La produzione tramite il sole, grazie anche agli incentivi fiscali e ai fondi del Pnrr, può diventare un buon affare e offrire in prospettiva una sicurezza anche per il futuro.

Se l’interesse per il fotovoltaico è sempre più forte, la volontà di imprese e famiglie spesso deve fare i conti con la burocrazia e con il fattore limitante della carenza di pannelli solari e di materie prime. In base ai dati di Terna a ottobre 2022 le richieste di connessione alla rete elettrica nazionale di iniziative rinnovabili hanno raggiunto complessivamente circa 300 GW, un livello enorme, pari a oltre 4 volte il target di 70 GW al 2030. Ma parliamo di richieste, appunto. Come scrive rinnovabili.it “in realtà nei primi dieci mesi del 2022 la capacità rinnovabile in esercizio è aumentata di appena 2,3 GW, valore peraltro superiore di 1,4 GW (+143%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A crescere più di tutti è stato il fotovoltaico, con un aumento di capacità di esercizio pari a 1,1 GW, seguito dall’eolico con un +0,25 GW rispetto al 2021. Siamo molto lontani dai 6 GW che la Germania ha installato nei primi 10 mesi del 2022 – e che diventeranno 7-8 a fine anno – e dai 10 GW all’anno di nuove installazioni necessarie perché l’Italia raggiunga gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030. Invece di considerare il dato “lordo” relativo alle richieste di nuove connessioni alla rete, che incorpora capacità rinnovabile che potrebbe non essere autorizzata, si potrebbe partire dalle conclusioni del Rapporto realizzato da Ambrosetti in collaborazione con A2A, che stima il potenziale di crescita del fotovoltaico in 105,1 GW (pari a 5 volte l’attuale capacità installata)”. Con il 40% della potenza addizionale sui tetti e il restante 60% a terra.

Pochi mesi fa in Italia l’Alleanza per il fotovoltaico – che riunisce alcuni dei principali operatori italiani per l’energia solare – ha fatto presente che ci sono progetti già presentati per impianti solari per complessivi 40 gigawatt che potrebbero essere realizzati nei prossimi 18 mesi e sono ancora in attesa di autorizzazione. Progetti di investimento privato, senza oneri statali, che valgono 35 miliardi. Un quantitativo di energia che – se autorizzato e messo in opera – potrebbe coprire da solo gli obiettivi non solo italiani, ma europei. È chiaro che non tutto è autorizzabile, ma il permitting è “il tema” oggi in Italia. Se il 97% dei progetti presentati non viene autorizzato o resta sospeso è chiaro che qualcosa non va nella catena delle autorizzazioni e delle procedure. Manca chi si prende la responsabilità di una firma. Il risultato è che si resta fermi e quello che potrebbe essere il Paese del sole si conferma come il Paese della burocrazia.

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