“In hotel vi diamo 6,80 euro lordi all’ora”, ma non vengono pagati

Lavoratori assunti per la stagione estiva con un contratto giudicato capestro dal sindacato Cisl e neppure pagati.

Le strutture gestite

Torna alla ribalta un gruppo alberghiero che già subito dopo Ferragosto si era visto chiudere una delle sue strutture perché non era in regola. Si tratta del gruppo Sugar Holiday Srls, che ha gestito nell’estate appena trascorsa gli hotel Il Gabbiano e La Bussola a Bellaria, Levante a Gatteo Mare, Pascoli club, Baltic Aparthotel e il music bar Dune Mosse a San Mauro Mare.

L’albergo senza permessi

L’albergo chiuso d’autorità è stato il Baltic. Il primo verbale risale al 20 giugno in quanto non era stata presentata nessuna Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) e per la struttura risultava una dichiarazione di cessazione di attività del 2019, depositata da una precedente gestione. Il 13 luglio scorso era stato poi notificato ai gestori l’avvio del procedimento amministrativo con la possibilità di regolarizzare la posizione entro 15 giorni. Ma nessun documento è stato presentato. Quindi il sopralluogo delle autorità che hanno trovato una trentina di turisti e 3 dipendenti. Vista l’assenza di documenti l’hotel Baltic è stato fatto chiudere. dalle 16 di sabato 20 agosto.

I lavoratori non pagati

La questione dei lavoratori invece ne sta coinvolgendo oltre una cinquantina, assunti con il ruolo di cuochi, aiuto cuochi, camerieri e addetti alle pulizie, di età compresa tra i 25 e i 40 anni, provenienti da diversi paesi. Sono stati assunti per la stagione estiva dall’Asi (Azienda di servizi per le imprese) con quello che la Cisl considera un “contratto pirata”. Infatti è stato utilizzato il contratto collettivo dei servizi Anpit della Cisal, contrastato dai sindacati più rappresentativi poiché prevede un compenso orario lordo di appena 6,80 euro. Ma non bastano le tariffe irrisorie. L’azienda di riferimento avrebbe mancato di pagare loro l’intero stipendio di agosto e in alcuni casi anche le mensilità precedenti, negandosi alle telefonate di chiarimento e abbandonando i lavoratori al loro tragico destino, senza soldi e senza un alloggio, con poche possibilità di rientro nelle loro dimore. Nei giorni scorsi, anche grazie all’aiuto delle istituzioni locali, il sindacato ha cercato di aiutare in qualche maniera questi malcapitati, con un alloggio temporaneo, dei pasti e in qualche caso anche la collocazione lavorativa in altre aziende del territorio.

Il commento della Cisl

«Siamo di fronte a un esempio lampante di come la situazione lavorativa del nostro settore turistico sia insostenibile – dichiara il segretario generale Fisascat Cisl Romagna, Gianluca Bagnolini – Siamo in presenza di un’esternalizzazione dell’attività lavorativa che non si capisce con quale criterio sia stata fatta. Nei confronti dei lavoratori che abbiamo preso in carico, è stato applicato un contratto cosiddetto “pirata”, non sottoscritto dalle organizzazioni sindacali più rappresentative. I nostri uffici stanno raccogliendo le denunce di questi lavoratori che verranno inviate agli organi competenti del territorio, nonché ci stiamo adoperando nel trovare una sistemazione per questi malcapitati e assicureremo tutto l’aiuto necessario per far riconoscere l’applicazione di un regolare contratto collettivo».

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