In fasce gravissima in ospedale a Cesena per mancanza di ossigeno

Anossia. Dall’enciclopedia: “diminuzione o totale mancanza di ossigeno molecolare o ossigeno biatomico O2 a livello cellulare”. Una parola che in questo caso nasconde una tragedia per una famiglia della zona del Rubicone. La cui figlioletta, di appena due mesi e mezzo, è appesa tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione Pediatrica dell’ospedale Maurizio Bufalini di Cesena.

Una sentenza terribile quella che è contenuta nelle cartelle cliniche che riguardano questa piccina, nata appena due mesi e mezzo fa. Genitori a cui sono già state tolte pressoché tutte le speranze di un esito positivo di questa vicenda.

L’apporto mancante di ossigeno che dal respiro di chiunque viene immesso nel sangue, per ora non è chiaro da cosa possa essere stato causato. In vicende simili la questione può essere meccanica. Cioè qualcosa (come ad esempio un cuscino malamente poggiato sul volto per una casualità) che abbia tolto per troppo tempo la possibilità di respirare a questa bimba. Un’anossia che può in altri casi essere causata anche da patologie (per ora misteriose agli occhi dei medici) che abbiano impedito alla piccola, di respirare, o di apportare il giusto livello di ossigeno nel sangue, per un periodo troppo lungo. Cosa che, soprattutto nei più piccoli ma in generale in tutti i mammiferi come l’uomo, anche negli adulti, provoca danni irreversibili: prima di tutto al cervello ed alle sue normali funzionalità che regolano in maniera determinante la vita.

La vicenda che coinvolge questa piccola è iniziata nella giornata di sabato. Quando i genitori all’improvviso si sono accorti che nella bimba c’era qualcosa che non andava. All’arrivo al Pronto Soccorso del Bufalini i sanitari si sono accorti subito che la situazione era disperata e che la causa era da collegarsi alle carenze “di respiro”. In casi simili sono mille i pensieri che passano per la testa di un medico. La prima preoccupazione comune è naturalmente quella di cercare di ripristinare le normali funzionalità e capire se ed eventualmente quanto il quadro clinico possa essere modificato in meglio. Per due giorni la piccina è stata costantemente sottoposta a cure intensive nel reparto del Bufalini dedicato alla massima emergenza dei più piccolini. Ma a quanto pare la situazione di questa piccola non è mai progredita in avanti. Tanto da lasciar prospettare ieri un esito infausto imminente e una prognosi riservata da sciogliere solamente con un miracolo. Di certo nulla che possa lenire il dolore della sua famiglia. Ma facilmente dal punto di vista sanitario si cercherà di fare tutto il possibile: se non per guarire almeno per capire cosa possa esserle successo fisicamente.

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